Roma, 6 apr. (TMNews) - Beni per oltre 13 milioni di euro sono stati sequestrati dal personale della Dia di Napoli e di Padova a Cipriano Chianese, ritenuto il re dei rifiuti del clan dei Casalesi, e a un suo prestanome, il noto imprenditore padovano Franco Caccaro, divenuto in pochi anni leader nel settore delle macchine per triturare rifiuti con sedi della sua società, la Tpa, a Wall Street, in Brasile, Australia e Turchia. Il patrimonio è stato sequestrato nel basso Lazio e nel Padovano su richiesta del Tribunale di Santa Maria Capua Vetere. Sotto sequestro: ville di lusso a Sperlonga (Latina), abitazioni di pregio nel Casertano e capannoni industriali nel Padovano. Nel corso delle indagini condotte dalla Dia di Napoli è stato accertato che Caccaro, prestanome di Chianese, aveva cercato di acquistare dall'amministratore giudiziario nominato dal Tribunale per un precedente sequestro subito da Chianese, due Ferrari, una Enzo Ferrari e una 360 Spider, offrendo quasi un milione di euro pur di rientrarne in possesso. Da qui il nome dell'operazione `Ferrari come back'.

Beni per 40 milioni di euro sono stati confiscati dalla Dia di Trapani all’imprenditore edile e del settore alberghiero di Alcamo Giuseppe Amodeo, 64 anni, e ai suoi familiari. Da anni aveva spostato il centro dei suoi interessi a Castelvetrano, dove gestiva con la sua famiglia una rinomata struttura alberghiera con annessa sala ricevimenti situata lungo la strada che conduce al parco archeologico di Selinunte. Nella seconda meta’ degli anni novanta era rimasto coinvolto in una vasta indagine che aveva portato alla luce gli intrecci tra mafia ed imprenditoria nel capoluogo trapanese. Insieme a numerosi altri imprenditori era stato tratto in arresto il 3 luglio 1998, per concorso in associazione mafiosa, in quanto ritenuto imprenditore “a disposizione” dei piu’ autorevoli esponenti mafiosi dei pericolosi mandamenti di Trapani ed Alcamo, come Vincenzo Virga e Antonino Melodia, entrambi condannati all’ergastolo. Virga sarebbe stato socio occulto di Amodeo e di altri imprenditori compiacenti in alcune redditizie attivita’ di speculazione edilizia realizzate nel territorio trapanese. Il procedimento penale si era concluso per Amodeo con la condanna a (a seguito di patteggiamento) a un anno 4 mesi di reclusione, previa derubricazione del reato di concorso in associazione mafiosa in quello di favoreggiamento reale e favoreggiamento personale continuato aggravato