Investimento di 40 milioni per giungere a emissioni zero entro il 2026

Se ci fosse un giornale che raccoglie buone notizie dal fronte meridionale, questa avrebbe di sicuro un posto in prima fila. E in prima pagina. Sì perché accade che il porto di Palermo si è dotato di un nuovo e innovativo terminal portuale per le crociere, risultato di una ampia riqualificazione dell’antica stazione marittima. Un’operazione destinata a portare in alto i dati del traffico crocieristico nel principale porto siciliano.

Il taglio del nastro del nuovo terminal è previsto per mercoledì 4 maggio, a partire dalle 9.30. L’investimento è di 40 milioni l’investimento, comprensivo delle opere a supporto. In realtà negli ultimi mesi il traffico da crociere aveva già conosciuto un significativo incremento, a pandemia non ancora superata. E prima dell’emergenza da Covid 19 Palermo aveva assistito, con Messina, a un piazzamento tra i primi dieci scali portuali più vivaci fra i settanta interessati dal traffico crocieristico in Italia.

Alla cerimonia di inaugurazione del nuovo terminal parteciperà il ministro delle Infrastrutture e della Mobilità sostenibile Enrico Giovannini, mentre Mara Carfagna, responsabile del dicastero per il Mezzogiorno, ha assicurato la partecipazione mediante un video messaggio. Con il presidente dell’Autorità di Sistema portuale del Mare di Sicilia occidentale, Pasqualino Monti, ci saranno Nello Musumeci, presidente della Regione siciliana, Leoluca Orlando, sindaco di Palermo, Rodolfo Giampieri, presidente di Assoporti, Francesca Isgrò, presidente West Sicily Gate, Giovanni Onorato, chief executive officer di MSC Crociere, Mario Zanetti, direttore generale di Costa Crociere.

La giornalista Maria Latella intervisterà i protagonisti della giornata.

Il percorso deciso da Pasqualino Monti, dal 2017 guida dell’Autorità del sistema portuale del Mar Tirreno Centrale è stato vincente: riqualificare le aeree per catalizzare velocemente più traffico, costruire e mantenere efficienti le infrastrutture, raggiungere il livello di emissioni zero nel 2026.

Chi conosce bene il settore, può certificare che fino a qualche anno fa accogliere le grandi navi di ultima generazione a Palermo era impensabile fino a qualche anno fa, quando persino la Stazione Marittima versava ins tato di abbandono. Oggi invece è possibile disporre di in un porto riqualificato e dragato, con fondali adeguati, dotato di strutture ricettive appropriate alle ambizioni legittime di sviluppo della città. Con oltre 600 milioni investiti in opere già ultimate o in corso di realizzazione, oggi il porto di Palermo può a giusta ragione attribuirsi un “miracolo all’italiana”, che nasce dal Sud e si propone ai mercati internazionali come un progetto vincente.

A cura di Raffaele Tovino