Il Sud che sorprende, a Barile in Lucania la più antica Passione di Cristo

In Basilicata è la zona del Vulture la ”culla” delle più antiche tradizioni nei riti della Settimana Santa e quello più caratteristico si tiene nel centro ‘arbereshe’ Barile con una Sacra rappresentazione che risente delle influenze della cultura albanese da oltre 4 secoli. In questa zona, quasi in ogni Comune c’è una Via Crucis vivente ed in giorni differenti. Il calendario si è aperto in questa domenica delle Palme nella piccola Ripancadida. La manifestazione è¨ nata da poco, esattamente da nove anni, e vede la partecipazione di decine di figuranti. Si è aggiunto agli altri riti che si tengono nei Comuni della zona come Atella al Giovedì santo), Venosa, Rapolla, Barile o Maschito (altro Comune a minoranza albanofona) al Venerdì santo e Rionero in Vulture al Sabato santo, con altrettante rappresentazioni viventi.
La Sacra rappresentazione con personaggi viventi del Venerdì Santo di Barile (Potenza) è una delle più antiche della Basilicata e del Sud Italia. Le sue origini risalgono al 1600.
La messa in scena del dramma del Golgota venne organizzata per la prima volta dal sacrestano della chiesa di San Nicola. Le vie strette del centro storico attraverso le quali si snoda il corteo dei personaggi, divisi in 25 gruppi, per un totale di 116 figuranti di ogni età, rendono suggestiva la Sacra rappresentazione e trasformano Barile in una «piccola Gerusalemme».
Il centro «arbëreshë» (a Barile si parla l’Albanese) entra nel clima del Venerdì Santo dal 19 marzo di ogni anno, giorno di San Giuseppe, quando i giovani che si travestiranno da «Centurioni a cavallo» iniziano a girare per le strade in cui si snoderà la processione. Uno dei «Centurioni» è munito di tromba e la suona stazionando sotto le abitazioni di chi impersonerà il «Cristo con la croce» e la «Madonna».
Il suono della tromba, i falò, i canti popolari e le preghiere indicano chiaramente che la comunità barilese è al lavoro per la Via Crucis.
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Sin dalle prime edizioni, i personaggi del Venerdì Santo sono stati riadattati dalla tradizione popolare. Sono presenti nel corteo tre figure del Cristo: quella con la croce e due con la canna e la colonna. Queste ultime due ricordano i momenti in cui a Gesù fu data una canna («Ecce homo») come scettro e quando fu legato ad una colonna per essere fustigato.

In origine le tre figure del Cristo sfilavano coperte, erano avvolte da un sudario bianco che impediva di riconoscere gli interpreti. Dagli anni 1939/40 del secolo scorso, il «Cristo con la croce» sfila scoperto: cammina scalzo per l’intero percorso (circa cinque chilometri), trasporta una pesante croce e trascina, legata al piede, una catena di ferro. Sono tuttora incappucciati il «Cristo con la canna» e quello con la «Colonna».
La Via Crucis di Barile è un evento religioso e culturale, che viene preparato nel corso dell’intero anno.
Il documentarista Folco Quilici fu spettatore della celebre processione e ne rimase affascinato.
L’11 maggio 1983 il Comitato Sacra rappresentazione realizzò a Roma e nella Città del Vaticano, alla presenza di Giovanni Paolo II, l’inimitabile processione dei Misteri. Più di quattrocento fedeli di Barile giunsero in quell’occasione nella capitale e a San Pietro per assistere alla Passione di Cristo, nella quale fede e tradizione costituiscono un binomio indissolubile.

– Testo a cura del Comitato Sacra Rappresentazione di Barile (PZ).
– Foto a cura di Michele Santarsiere.

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