terra fuochi ricerca di fusti di rifiuti tossici

Sergio Costa, comandante generale del Corpo Forestale, non trattiene la sua irritazione e in un’intervista al Corriere del Mezzogiorno spara a zero contro l’ipotesi smantellamento. Oggi è prevista una manifestazione a Roma, anche se lui non ci sarà: «Questa mattina abbiamo una riunione per decidere quali terreni della Terra dei fuochi vincolare e quali liberare. Non posso andare in piazza, ho l’obbligo etico di dare una risposta al Governo. Quello, per intenderci, che vuole cancellarmi».  Ma, altrimenti, avrebbe protestato con gli altri: “È una manifestazione nazionale che unisce tutti, un sit in cui parteciperanno i sindacati del Corpo forestale, Greenpeace, Wwf, Legambiente, Lipu, Libera. Ben venga la protesta se è l’unico modo per denunciare l’ipotesi di disgregazione del corpo con l’assorbimento degli uomini — eventuale e non scontato — in altre forze dell’ordine. E’ stata l’Europa a chiedere che gli Stati membri si dotassero di una polizia ambientale sul modello del Corpo forestale. E poi guardi che le altre nazioni hanno facsimili delle nostre forze di polizia che svolgono le stesse funzioni, solo che non le chiamano così”.

Costa contesta l’ipotesi del ministro Marianna Madia di far confluire la Forestale in altre forze dell’ordine: «Siamo l’unica forza di polizia specializzata nei settori di ambiente e natura, e questo deriva dal fatto che veniamo preparati sin da giovani. Una peculiarità che perderemmo se finissimo nella polizia o nei carabinieri: lì prima ti formano come poliziotto generallsta, poi ti specializzano. Perdi l’elemento fondamentale della conoscenza giuridica e tecnica. Quello, per intenderci, dal quale è nato il caso Terra dei fuochi. Ognuno ha le sue competenze. Se io facessi un’indagine della guardia di finanza, per esemplo, probabilmente combinerei un pasticcio. Così come solo la nostra specializzazione poteva consentire di scoprire il caso della Terra dei fuochi. Forse non tutti ricordano che in quel caso fu utilizzato un metodo scientifico d’indagine unico nel mondo, incrociando i dati ortofotogrammetrici con i campi magnetici della crosta terrestre. Le alterazioni del segnale ci hanno permesso di scoprire dove erano seppelliti l
rifiuti. Ora lo chiedo io a lei: chi altro lo poteva fare?».