IL COMMENTO. Perché no! “La rivoluzione italiana”

Di Gerardo Granito

Finalmente, è il caso di dire, la maturità politica degli italiani è giunta a pieno compimento nell ‘ultima tornata elettorale dove gli italiani, a dispetto delle consumate ” cornacchie ” politiche del bel paese, hanno dimostrato la giusta saggezza politica per non cadere nella solita rete di coloro che prefiguravano scenari apocalittici per l’italia.

E il vento nuovo è spirato là dove i soliti “parrucconi ” non avevano intravisto il pericolo e cioè quei giovani di cui ne hanno sottovalutato la portata e la dimensione.

Ma non si accorgevano i miseri che la bufera li stava travolgendo trascinandosi dietro tutte le loro anacronistiche alchimie politiche ed economiche fatte di concentrazioni di ricchezza nelle mani di pochi; fatte di miliardi di euro regalati alle banche private aumentando il valore delle loro quote in bankitalia che doveva controllarle; fatte di devastazioni nella scuola con quella ” buona scuola ” che ha prodotto ulteriori guasti alla meritocrazia con quei misteriosi bonus _meriti assegnati a chi? E perché ?; fatte di miliardi di euro elargiti per anni ad alitalia che ha, per forza di cose, bloccatto il rinnovo del contratto per dieci anni agli statali provocando immeritati tagli allo stipendio e, cosa ancor più grave, alle pensioni dopo quarant’anni di onorato e sudato servizio.

E quanto ci sarebbe ancora da dire per confermare la rabbia elettorale dei giovani come degli anziani che in massa, a prescindere dallo schieramento ideologico, hanno detto basta a quella classe politica, degna erede di quell’anciem regime di antica memoria assolutistica, che ha spadroneggiato per anni con privilegi di altrettanto dispotismo regio.

E la rivoluzione “avvenne ” ed è avvenuta in modo indolore e con un parlamento completamente rinnovato che ha la potenzialità per pervenire, nel tempo, a un sistema politico in perfetto stile anglo sassone con due schieramenti diversi tra di loro per sensibilità sociale, politica, ed economica, ma con comuni fondamenti di base che porra gli elettori di fronte a scelte finalmente prive di quelle frustrazioni comuni che portavano l’uomo qualunque a dire ” tanto sono tutti uguali “.

Il processo è avviato e l’ aria che si respira nella nuova generazione politica sembra portare al tanto sospirato ” nuovo “.

A patto che ” l’ innominato ” lì, guarda caso, nelle stesse terre di antica memoria manzoniana si metta una volta per sempre da parte e gli scheletri del passato politico, che ancora si aggirano e vagano come ombre nel parlamento italiano, depongano e rinuncino definitivamente ai loro anacronistici privilegi politici ed economici in stile ancora perfettamente medioevale.

Sarà così?

” Ai posteri l’ ardua sentenza; nui chiniam la fronte a chi di quel parlamento ne sarà degno “

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