Il salvataggio a tappe di Alitalia inizia con un paio di certezze: la prima è che a metterci i soldi, in attesa messianica dei soci privati, saranno per l’ennesima volta i contribuenti, via Fs. La seconda è che per mettere in sicurezza la compagnia di bandiera si utilizzano i soldi destinati, in teoria, ai nuovi treni peri pendolari. Mettendo a rischio la solidità finanziaria (e il rating) delle Ferrovie senza avere ad oggi un reale piano complessivo per i trasporti nazionali che giustifichi il matrimonio tra l’aereo e il treno. Una coppia promiscua (o un nuovo carrozzone di Stato, dicono i pessimisti) che nessuno al mondo ha mai provato a far convivere in comunione dei beni sotto lo stesso tetto.