I Virtuosi di San Martino tra il blues e Dario Fo

I Virtuosi di San Martino tra il blues e Dario Fo

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Rottami (in “prima” dal 18 aprile allo storico Teatro Sancarluccio di Napoli) è la nuova tappa del ventennale viaggio poetico e musicale dei Virtuosi di San Martino. In scena, nella formazione composta da Roberto Del Gaudio (voce e testi), Federico Odling (violoncello e musica), Vittorio Ricciardi (flauti), Antonio Gambardella (violino) e Carmine Terracciano (chitarra), l’ensemble napoletano propone un ulteriore affondo nella italica selva di “nuovi mostri”, preziosa fonte della loro singolare, e caustica, indagine. “Una risata vi rottamerà” parafrasando un antico slogan, Roberto Del Gaudio e Federico Odling, autori rispettivamente dei testi e delle musiche dei Virtuosi di San Martino, compongono in musica la loro nuova galleria di personaggi.

Figure mediate dal quotidiano delle metropoli italiane – siano essi semplici abitanti, frequentatori abituali di bar, di uffici pubblici, di scranni istituzionali – imprigionati nei luoghi comuni dei quali sono portatori insani. Rottami in attesa di destinazione finale che divengono obiettivo principale nella canzonatoria ed aspra disamina proposta dall’irriverente quintetto. Si rivelano così agli spettatori, Folko, il giovane “folk-a-bestia” figlio di papà, il Liberista ovvero un camorrista napoletano che in nome della libera iniziativa, mette su un albergo-casa chiusa, un improbabile Buddista, spazzino e romano purosangue in odore di Petrolini, una Filosofessa disoccupata con palesi tendenze ninfomaniache, un nuovo intellettuale Docente alla Normale prigioniero della debolezza storica e fisica del suo pensiero, ma anche un Primario triste e solitario che apre al pubblico il suo cuore rivelando le sue (assai poco macbethiane) ambizioni reali.

Tra il blues del brano Viva le Donne, inverosimile inno del maschilismo imperante, alla song che celebra le abitudini in musica dell’Italiano medio, la scaletta accoglie il celeberrimo Canto degli Italioti in omaggio a Dario Fo, un riferimento ai Gufi con Li ho visti tutti chini, un ricordo di Walter Valdi con Vakaputanga e Il gioco delle Olive, per rivivere attraverso questi maestri, precursori dell’urgenza alla rottamazione dei luoghi comuni italioti, tappe fondamentali del teatro-canzone e del cabaret italiano. “Un omaggio – sottolinea Roberto Del Gaudio – che intende gettare un ponte ideale tra Napoli e Milano, proponendo due strade comiche al confronto, due strade che si incrociano più di quanto non si pensi, in nome della comicità, dello sberleffo, dell’umorismo, e, nel caso dei Virtuosi di San Martino, dello sgambetto al linguaggio dominante, attraverso la sua de-contestualizzazione, sia letteraria e drammaturgica, che musicale”.

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