I “sassi” che rinascono: al via il restauro degli affreschi di San Giovanni in Monterone

I “sassi” che rinascono: al via il restauro degli affreschi di San Giovanni in Monterone

La chiesa è collocata all’interno del Sasso Caveoso e la cui costruzione risale all’XI secolo, ha subito vari danni a causa dello stato di abbandono dopo lo sfollamento dei Sassi. Nel 1974 l’Ente Provinciale finanziò un primo intervento di messa in sicurezza dell’intero complesso del Monterrone. In questa circostanza si procedette ad una pulizia generale del sito, alla demolizione di un ossario, al rifacimento delle murature abbattute dai vandali, alla sistemazione della porta d’ingresso e alla realizzazione di un impianto di illuminazione.Ulteriori lavori di restauro furono finanziari ed eseguiti in previsione del Grande Giubileo del 2000. A seguito dell’abbattimento di un edificio abusivo degli anni ’50, costruito a ridosso della chiesa, il fianco roccioso è stato esposto per diversi anni alle intemperie con conseguente attecchimento di vegetazione in profondità. La diffusione dell’umidità, dovuta alle acque meteoriche infiltratesi nelle fenditure create dalle radici, ha interessato le superfici affrescate ricoprendole di efflorescenze saline, muffe e incrostazioni.L’intervento di restauro, permetterà di salvaguardare lo straordinario patrimonio e di consentire una fruizione più adeguata del sito.

A conclusione del restauro, grazie a nuove ricerche di archivio, sarà possibile approfondire la conoscenza storica della chiesa nel contesto cittadino di Matera.Questo progetto viene reso possibile grazie alla regia di Fondaco Italia, società veneziana di comunicazione e consulenza attiva dal 2004 per la valorizzazione dei beni culturali italiani (oltre 80 di cui a Matera il restauro della tela della Madonna con il Bambino e Sant’Anna – frate Francesco da Martina, 1633 – della Cattedrale di Matera, della statua cinquecentesca di Santa Lucia nella chiesa di Santa Lucia alle Malve) ed alla Rigoni di Asiago azienda leader nel settore delle confetture.Con questa azione di Responsabilità Sociale d’Impresa – dichiara Andrea Rigoni, Presidente e Amministratore Delegato Rigoni di Asiago – vogliamo contribuire a valorizzare un luogo di estrema bellezza, una realtà unica al mondo quale Matera, che oggi vive un passaggio importantissimo per il suo sviluppo. Sono orgoglioso di condividere questo momento, proprio in un periodo in cui anche la mia azienda sta iniziando una nuova fase di innovazione. Il mio auspicio è che le logiche imprenditoriali unite a quelle della cultura possano tradursi in reciproca forza. Desidero ringraziare, dunque, l’Arcidiocesi di Matera-Irsina, la Soprintendenza della Basilicata e Fondaco Italia per aver reso possibile la nostra partecipazione, dandoci l’opportunità di consolidare il nostro rapporto con l’arte, la cultura e la formazione in una città ricca di storia e spiritualità”.

“Lasciata Roma ci siamo interrogati su quale potesse essere ideale per la quarta tappa di questo percorso e quali potessero essere i link sui quali poi sviluppare la comunicazione e le attività ad essa collegate. Dopo un’accurata analisi si è deciso di concentrarci sul fatto che Matera, per il 2019, è la capitale europea della cultura – dice Enrico Bressan presidente di Fondaco Italia – dando in primo luogo il significato di occasione di sviluppo, di evoluzione, di motore per migliorare nel senso più ampio del termine. Elementi sui quali quotidianamente corre e si sviluppa l’idea di impresa e gli obiettivi di Rigoni di Asiago. Una firma indelebile, chiara e concreta in favore del bello, l’elemento che unisce e mette d’accordo tutta l’Italia”.“Sarà un restauro molto interessante nel corso del quale, grazie alla collaborazione tra l’Arcidiocesi e la Soprintendenza della Basilicata, che troverà sintesi in una pubblicazione. – continua Bressan – Come usiamo fare, verrà realizzata un’area di cantiere “invisibile” e didattica per far vedere ai visitatori i restauratori all’opera all’interno della quale posizioneremo una webcam che consentirà di seguire H24 tutte le fasi del restauro anche da casa grazie alla piattaforma Skyline Webcams, i social di Rigoni di Asiago ed il sito di Fondaco Italia. Un modo accattivante per incuriosire e coinvolgere tutti coloro che, con interesse, vorranno collegarsi da qualsiasi parte del Mondo e per contribuire a valorizzare le professionalità dei restauratori e dimostrare concretamente, qualità e certezza dei tempi d’intervento. Il restauro inizierà a metà marzo per concludersi il 12 di settembre”.

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