I PROTAGONISTI DEL SUD. Al Banco di Napoli una giornata per Gustavo Minervini

gustavo minerviniLunedì 8 giugno 2015, alle ore 11, presso la sede dell’istituto Banco di Napoli Fondazione, Giorgio Napolitano Marco Onado e Stefano Rodotà, ricordano la figura di Gustavo Minervini, primo presidente della Fondazione, politico, maestro, legislatore”. Tre protagonisti della scena italiana legati da una forte amicizia personale all’insigne professore e avvocato che per tutta la vita ha coltivato la passione per la politica.

Il presidente dell’Istituto Banco di Napoli Fondazione, Daniele Marrama, e il professore Adriano Giannola, promuovono l’incontro nel ricordo degli insegnamenti, del valore degli studi giuridici e professionali di Gustavo Minervini, che fu primo presidente dell’Istituto, che opera per mantenere intatta l’identità e la natura voluta dal professore, nel segno dell’impegno di perseguire fini di interesse sociale e di promozione dello sviluppo economico e culturale su tutto il territorio storico del Mezzogiorno continentale. Oltre che gestire, tutelare e valorizzare l’Archivio Storico, il più importante patrimonio al mondo di documenti bancari.”La Fondazione Banco di Napoli ritiene doveroso dedicare un momento di riflessione all’impegno sociale del professor Gustavo Minervini – dichiara il Presidente Daniele Marrama – l’uomo di scienza che, con professionalità, autorevolezza e stile, ha guidato l’Istituto nella sua fase più drammatica e delicata.”

Quando, nel 1990, la Banca d’Italia promosse la privatizzazione degli Istituti di Credito di Diritto Pubblico e delle Casse di Risparmio  attraverso lo sdoppiamento tra una banca S.p.A. di natura privata (banca conferitaria)e l’ “Ente Conferente”(Banca originaria, detto fondazione) che ne deteneva il controllo, Minervini lavorò alla trasformazione dell’ ICDP Banco di Napoli in Banco di Napoli Spa,realizzando nel luglio 1991 la prima rilevante applicazione della legge Amato-Carli. Fu poi nominato presidente dell’ Istituto Banco di Napoli- Fondazione e, d’intesa con il Consiglio di amministrazione del Banco di Napoli S.p.A., dal ’95 al ’97 si prodigò per il salvataggio del Banco S.p.A.: intervento generoso che non fu coronato da successo. “Il professor Minervini ha difeso in tutti i modi il Banco di Napoli – ricorda il professor Adriano Giannola, già presidente dell’Istituto –  visse quella fase in modo traumatico; rassegnò le dimissioni da Presidente dell’ Istituto all’ indomani dell’ esito della cosiddetta “asta competitiva”. Lungimiranza, tecnica professionale e grande reputazione sono state le sue caratteristiche principali. Tra le sue intuizioni, corroborata da una stringente motivazione tecnica tanto più fondata quanto più rapido si faceva il processo di “consolidamento bancario”, la rivendicazionedell’equiparazione tra Nord e Sud  sul versante del costo del credito”.

Decano dei giuscommercialisti italiani, referente culturale per generazioni di studiosi – come molti hanno sottolineato nella recente manifestazione in suo onore all’Università Federico II – ha insegnato in numerose Università italiane dal 1953 e a Napoli, presso la Facoltà di Economia e Commercio, dal 1961 al 1979, offrendo un fondamentale apporto agli studi di diritto commerciale e di diritto dell’economia, coniugando altresì il rigore del metodo con l’apertura a nuovi temi e metodologie di ricerca. “L’ insegnamento è stata la mia scelta di vita”, amava dire spesso. Anche se carriera universitaria e militanza politica, impegno civile e stimolo intellettuale si sono sempre intrecciati. Se la sua fu comunque una vita dedicata agli studi giuridici, al suo nome è tuttavia legato un pezzo importante della storia politica e culturale d’Italia, e il lunghissimo elenco di prestigiosi incarichi ricoperti lo testimonia.

Allievo del liceo Umberto, laureatosi in Giurisprudenza nel ’44, Gustavo Minervini ha condiviso la formazione scolastica e universitaria con ”Chinchino” Compagna, Antonio Ghirelli, Raffaele La Capria, Francesco Rosi, Franco Capotorti, Francesco Bonifacio, ministro della Giustizia nell’epoca del terrorismo, l’ex presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, Gerardo Marotta.Eletto nel 1979 come indipendente di sinistra, si presentò nel collegio Napoli-Caserta nella lista del Pci, dove fu rieletto anche nella legislatura successiva. Determinante fu l’incontro con Gerardo Chiaromonte per il rapporto intenso ed il ruolo che svolse nell’introduzione ai complessi meccanismi della vita parlamentare. Insieme diedero vita ed animarono un agguerrito gruppo di intellettuali impegnati nell’azione politica, tra cui Altiero Spinelli, Stefano Rodotà, Franco Bassanini, Luigi Spaventa, VincenzoVisco, Luciano Guerzoni.

A Giorgio Napolitano, Marco Onado e Stefano Rodotà spetterà il compito di tratteggiare la vita, l’impegno e il profilo intellettuale e politico di Gustavo Minervini: sicuramente per tutti e tre sarà come riprendere a discorrere con un vecchio amico.

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