I pro e i contro dell’affido etero-familiare

figli-degli-uomini affido etero-familiaredi NADIA PEDICINO

Promuovere la cultura dell’accoglienza e sensibilizzare al tema dell’affidamento e della solidarietà familiare. E’ questo l’obiettivo del convegno “L’affido familiare – una prospettiva di futuro: aspetti giuridici, psicologici e sociali”, in programma domani martedì 10 febbraio, alle ore 15, al Museo Plart di via Martucci, 48 (Napoli) e organizzato dalla Fondazione di comunità del Centro storico di Napoli con le associazioni partenopee Ariete onlus e il Centro studi Ksenia. Dopo i saluti di Adriano Giannola (presidente della Fondazione di comunità del Centro storico), Marco Di Lello (commissione Giustizia Camera dei deputati), Anna Torre (presidente Associazione Ariete) e Francesco Caia (presidente dell’Ordine degli avvocati di Napoli), è la vice presidente della Fondazione di comunità del Centro storico, Rossella Paliotto, a tenere la relazione introduttiva sul tema “L’affido etero-familiare: un’esperienza”.

“L’affidamento familiare – spiega Rossella Paliotto –  è un intervento temporaneo di aiuto e di sostegno ad un minore proveniente da una famiglia che al momento non è in grado di occuparsi delle sue necessità. Attraverso l’affidamento, il bambino incontra una famiglia che, accogliendolo nella propria casa e nella propria vita, si impegna ad assicurare un’adeguata risposta ai suoi bisogni affettivi, educativi, di mantenimento ed istruzione nel totale rispetto della sua storia individuale e familiare”.
Seguono gli interventi del presidente dell’Ordine degli avvocati Francesco Caia, dell’avvocato Colomba Eccellente (esperta di affido) e della psicologa Simona Di Matola (presidente Plp Campania).

Il dibattito, moderato dalla giornalista Titti Marrone, prevede poi un confronto di esperienze al quale prendono parte Monya Ferritti (presidente Care, Coordinamento delle associazioni familiari affidatarie e adottive in rete), Simona Chiapparo (responsabile Centro studi Ksenia), Don Alessandro Mazzoni (direttore pastorale della Famiglia, Diocesi di Napoli) e Monica Neri (associazione Kairos, Bologna). Le conclusioni sono affidate a Cesare Romano (Garante regionale per l’Infanzia).

La Fondazione di Comunità del Centro Storico di Napoli costituita l’8 marzo del 2010, nasce con l’obiettivo di promuovere la cultura del dono al fine di migliorare la qualità della vita nel territorio del Centro Storico di Napoli. Le sue esclusive aree di interesse geografico sono la II e IV municipalità del Comune di Napoli. La Fondazione vuole divenire il luogo di incontro tra chi vuole donare e chi ha bisogno d’aiuto in una diversa e nuova logica del bene comune che vede la Comunità territoriale quale soggetto attivo e partecipe dei processi di cambiamento e sviluppo. Un processo fatto di piccoli, concreti passi fianco a fianco con le persone che vivono il territorio. “Lo scopo ultimo dell’iniziativa – dichiara il presidente Adriano Giannola – è di contribuire a far ritrovare il senso di appartenenza ad una sola, anche se composita Comunità. La mission è declinabile in un sogno: una Comunità nella quale ciascuno partecipa al bene comune”.

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