I mondiali anti-razzisti partono da Riace

I mondiali anti-razzisti partono da Riace

I Mondiali Antirazzisti Uisp sono un cantiere aperto, o meglio una carovana itinerante per l’Italia con un carico importante: si chiama ‘valore sociale dello sport’ e si legge in tutte le lingue del mondo. Una serie di iniziative raccolte nell’Almanacco Antirazzista Uisp, che ha preso il via da aprile e ha fatto tappa in molte città,  da Milano (con Mediterraneo Antirazzista) a Matera che ha saputo collegare cultura, sport e integrazione. Ora i Mondiali Antirazzisti si apprestano a sbarcare a Riace, in provincia di Reggio Calabria dopo essere andati in scena nella sede storica di Bosco Albergati, Modena, tra maggio e giugno e in attesa di toccare Prato (6 luglio), Collebeato Brescia (7 luglio), Firenze in settembre.

La tappa centrale di quest’anno sarà quella di Riace (5-7 luglio), città nota in tutto il mondo per aver saputo promuovere esperienze di accoglienza, integrazione e di rilancio del territorio. Lo staff nazionale dei Mondiali Antirazzisti lavora da giorni in stretto rapporto con l’Uisp regionale e territoriale in Calabria, per fare di questo appuntamento una grande festa di sport, musica e solidarietà.

Quante sono le squadre iscritte? “Siamo già oltre le 50 ma stiamo ricevendo nuove iscrizioni ogni giorno – risponde Daniela Conti dello staff dei Mondiali Antirazzisti – attraverso il sito internet stanno arrivando adesioni anche dall’Europa, in particolare dalla Germania, dall’Inghilterra, dalla Francia e dall’Austria”. Sbirciamo tra i tabulati delle iscrizioni ed è proprio la squadra “Rudengasse” di Vienna che attira la nostra attenzione. Il loro motto è un programma:“La differenza ci unisce”.

Che cosa sono i Mondiali Antirazzisti? Per tre giorni verrà organizzato a Riace un torneo di calcio con partite non stop: il fischio d’inizio verrà dato alle ore 16 di venerdì 5 luglio. Alle 21 di venerdì 5 luglio si terrà, presso l’anfiteatro di Riace, un incontro con tutte le squadre, con musica e interventi. Le fasi finali si terranno domenica mattina 7 luglio con termine dei tornei e premiazioni alle 13.

Non solo calcio:  si svolgeranno infatti tornei di pallavolo, basket e beach rugby. Da Bologna è prevista la partenza di quattro autobus, con squadre degli Avvocati di strada, di Piazza Grande e tante altre esperienze sociali. Da Napoli ci saranno gli Afronapoli United, da Bologna l’Arca di Noè, con i ragazzi dello Sprar del capoluogo emiliano, da Torino la squadra “Yepp” con i ragazzi che vivono e lavorano nel quartiere multietnico di Porta Palazzo. Inoltre, parteciperanno squadre della Calabria formate da gruppi di amici e quelle dei locali Sprar (Sistema di protezione per rifugiati e richiedenti asilo organizzati dagli enti locali).

Che cosa significa portare i Mondiali Antirazzisti in Calabria? “Un appuntamento importante per tutto il movimento Uisp della Calabria, con molte squadre non solo di calcio – dice Riccardo Elia, responsabile Uisp Calabria per i Mondiali Antirazzisti a Riace (GUARDA L’INTERVISTA VIDEO) – Ci stiamo impegnando affinchè l’appuntamento riesca al meglio perchè attraverso lo sport il nostro territorio saprà esprimere i valori sociali di accoglienza che lo caratterizzano da sempre”.

Nuccio Calabrò, presidente Uisp Reggio Calabria, sottolinea che si tratta di una grande opportunità: “Riace è diventata il simbolo dell’ accoglienza dei migranti. Anche l’Uisp fa la sua parte cercando di integrare le persone migranti attraverso lo sport e ringrazio tutte le società sportive del nostro territorio per il lavoro di inclusione che fanno ogni giorno” (GUARDA L’INTERVISTA VIDEO)

Felice Izzi, presidente Uisp Catanzaro (GUARDA L’INTERVISTA VIDEO): “Per noi si tratta di dare continuità ad un percorso ormai consolidato: infatti l’Uisp di Catanzaro il 29 giugno organizza la terza edizione di una manifestazione sportiva di atletica leggera, con iniziative di podismo e di gruppi di cammino, dedicata alla Giornata del rifugiato dello scorso 20 giugno. Si tratterà di una sorta di prologo dei Mondiali Antirazzisti”. (a cura di Ivano Maiorella. Interviste di Francesco Praticò e Riccardo Elia)

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