I Giovani di Confindustria a Capri: “La manovra ci ruba il futuro”

I Giovani di Confindustria a Capri: “La manovra ci ruba il futuro”

Enrica Procaccini

Una manovra di corto respiro. La legge di bilancio del governo gialloverde dimentica i giovani e ipoteca il futuro del Paese. Chili di cambiali in bianco che peseranno sulle prossime generazioni. Gli under 40 della Confindustria, riuniti per la tradizionale kermesse di Capri, mostrano tutta la loro allegria per la manovra economica che, secondo il leader dei giovani imprenditori, Alessio Rossi, rappresenta “un ritorno al passato”.
Nella prima giornata del convegno caprese non c’è nessuno del governo a fare da controcanto alle accuse che arrivano dal palco. Forse solo oggi ci sarà il ministro degli Affari europei, Paolo Savona, sempre che riesca a incastrare l’appuntamento isolano con l’imprevisto consiglio dei ministri convocato d’urgenza dopo il giallo del comma scomparso e ricomparso del decreto fiscale. Alessio Rossi va giù duro: “Basta con le sceneggiate delle manine misteriose, fanno ridere. Anzi, quando coinvolgono le più alte istituzioni della Repubblica, fanno piangere”.

 

La legge di Bilancio al centro della prima giornata del convegno degli under 40 di Confindustria. Atteso oggi l’intervento del ministro Savona

Ma le critiche non si fermano qui. Il reddito di cittadinanza? “Mi piacerebbe più il reddito di sviluppo”. Quota cento per le pensioni? “Sarà un macigno sui contribuenti futuri”. L’Unione europea? “Non abbiamo nessuno nostalgia di lire e di dogane”.
Sul palco si alternano le voci critiche dei corrispondenti dei giornali stranieri in Italia, ma anche quella di Mister Spending review e candidato per una manciata di ore alla presidenza del consiglio dei ministri, Carlo Cottarelli. “ “Questa è una manovra di vecchio stampo che ci fa ripiombare negli anni Settanta, quando si pensava di fare la crescita con il deficit”. I margini di trattativa con Bruxelles, per il professore della Cattolica, sono pressoché inesistenti: “La commissione europea boccerà il documento, ma il governo lo confermerà. Alcune voci di spesa accresceranno il debito di 45 miliardi nei prossimi tre anni”.
Come uscire dalla tempesta? L’amministratore delegato di Invitalia, Domenico Arcuri, ritiene che lo Stato possa vincere la battaglia contro “quel rancore creato dall’incontro tra tecnologia e sofferenza”. Lo ha dimostrato Genova, per il manager pubblico, con il lavoro dei pompieri che hanno scavato tra le macerie del ponte crollato. O Amatrice dove, anche grazie al contributo dell’Agenzia per lo sviluppo del Paese, è stata ricostruita la scuola crollata dopo il terremoto.
Resta da capire dove sono quei consensi raccolti alle ultime elezioni e soprattutto negli ultimi sondaggi che danno in crescita le forze di governo. Certo non qui a Capri dove la frettolosa bocciatura di reddito di cittadinanza e Quota cento rischia di far perdere ai giovani il contatto con la realtà o quanto meno con i temi che sono più a cuore agli italiani dopo otto anni dall’inizio della grande crisi.

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