Dove prima c’erano le baracche, ora c’è solo un deserto di detriti e di polvere nera. Le ruspe hanno lavorato per quasi tutta la notte per smantellare il cosiddetto “gran ghetto”, la baraccopoli che si trova nelle campagne tra Foggia, San Severo e Rignano Garganico e dove l’altra notte sono morti in un incendio due migranti del Mali.

Al momento da smantellare restano solo una decina di baracche al cui interno gli investigatori hanno trovato alcune bombole di gas. Per questo e’ stato deciso di procedere con i lavori alla luce del giorno anche per far intervenire i vigili del fuoco che hanno messo in sicurezza tutta l’area. Successivamente si raccoglieranno i detriti e si procedera’ con la bonifica. Nella notte alcuni migranti hanno dormito nei pressi del ghetto ma, dopo le proteste anche ieri, non si sono stati registrati particolari problemi.

Ma a Nardo’, oltre trentamila abitanti a poche decine di chilometri da Lecce, si lavora alacremente per evitare che anche quest’anno rinasca il “ghetto” dei braccianti stagionali in contrada Arene-Serrazze. La baraccopoli – che nei periodi di massimo flusso ospita oltre 200 persone – e’ stata abbandonata a novembre, quando i lavoratori si sono trasferiti in altre zone del Paese per seguire i tempi di raccolta delle varie produzioni agricole. L’amministrazione comunale del sindaco Pippi Mellone ha gia’ avviato tavoli di concertazione con la Regione Puglia, per individuare una sistemazione alternativa per i numerosi migranti che dopo Pasqua cominceranno ad arrivare in Salento, in aumento sino al periodo della raccolta delle angurie. Il piano prevede l’utilizzo della Masseria Boncuri – all’ingresso nord della cittadina – come centro del sistema di accoglienza che si strutturera’ tramite container climatizzati. Questo almeno e’ l’obiettivo del primo cittadino, stando a quanto ha spiegato nel corso di una riunione nella Prefettura di Lecce alla quale hanno partecipato i rappresentanti di altri paesi salentini e il dirigente della Sezione regionale politiche per l’immigrazione, Stefano Fumarulo. “Non possiamo piu’ parlare di emergenza – ha detto Mellone – perche’ il fenomeno dell’arrivo dei lavoratori stagionali si ripete a Nardo’ e nei paesi limitrofi da oltre 25 anni. L’amministrazione comunale, pero’, da sola non puo’ farcela perche’ la gestione ha un costo” non sostenibile per la municipalita’. Proprio per cercare di abbassare i costi della gestione dell’accoglienza e’ stato predisposto che per la stagione estiva 2017 non venga preso in affitto dal Comune il terreno di contrada Arene-Serrazze in cui negli ultimi anni sono state ubicate le tende del campo regolare grazie all’aiuto finanziario della Regione e del ministero dell’Interno