Vuoi presentarti brevemente?

Mi chiamo Gloria Agostinelli, sono una cantante e fotomodella, abito nella provincia di Pesaro e Urbino, pratico kick boxing, sono attivista per i diritti delle donne, canto e faccio la modella. Amo essere modella. Da tempo mi diletto nel settore fotografico. La fotografia è un pò come un

vestito, lo si indossa a seconda di come ci si sente, è una sfumatura. Ho iniziato a posare quando avevo 17 anni per la realizzazione di pubblicità per negozi di abbigliamento, da lì è iniziato il mio percorso. Mi contattarono vari fotografi per progetti personali e per la realizzazione di cataloghi e spot pubblicitari. Posare e vedere come tramite l’obiettivo potevo interpretare e di conseguenza estrapolare un messaggio a seconda della tematica da sviluppare, mi ha fatto capire quanto la fotografia e l’immagine abbiano un forte impatto emotivo sulle persone. E’ uno strumento comunicativo importante, nell’immagine che stiamo guardando ci immedesimiamo e al di

là dell’impressione visiva piacevole che ci può dare, quasi sicuramente ci targhettizza verso un qualcosa, che sia volta a pubblicizzare un prodotto o semplicemente una fotografia artistica. Per esempio quante volte abbiamo visto immagini di modelle e abbiamo detto: -“voglio rimettermi in forma”. Spesso si demonizza questo aspetto ma io non la penso così, trovo che ci sia molto di positivo in questo, lo stare bene con sè stessi, il prendersi cura della propria persona è importantissimo per raggiungere gli obbiettivi

Come hai iniziato la professione di modella?

Da adolescente, come spesso capita, ho casualmente posato per una linea di abbigliamento. Occhi, carnagione, capelli, corpo e le immagini realizzate hanno trasformato la curiosità degli addetti in interesse fino ad arrivare alle prime proposte professionali per progetti fotografici artistici e commerciali. Negli anni ho trasformato l’empatia verso il settore in passione per la professione con lo scopo di trasmettere, in ogni immagine di cui sono soggetto, un’emozione al fruitore finale. Qualcosa che lo aiuti a non dimenticare la foto in cui sono ritratta.

Le  pose che preferisci quali sono?

Le pose sono la conseguenza di un progetto che a sua volta è la materializzazione di un’idea. Posare per chi non ha un progetto non è stimolante e non porta a niente. Il linguaggio non verbale di una fotografia va prima disegnato nella mente e poi raccontato attraverso la luce letta dall’obiettivo che disegna con la macchina fotografica.   Un   fotografo   che   non   è   in   grado   di   fare   questo   otterrà   sempre   immagini   mediocri, indipendentemente dalla modella e dalla posa. La fotografia è poesia e per scrivere non basta conoscere l’alfabeto. Per rispondere alla domanda: Amo tutte le pose necessarie per la storia che desidero raccontare. Specialmente in un momento di pandemia come questo è importante saper pianificare per il futuro il lavoro con nuovi propositi e inventive, soprattutto per l’impossibilità spesso negli spostamenti che ci limita molto nel pratico.

Questo è il messaggio che sento di dare in un momento come questo, non perdete la concentrazione e pianificate per il futuro.

Ultimamente ho potuto collaborare, nei rispetti delle normative vigenti, per vari progetti, come la realizzazione di video musicali, shooting fotografici, e  in cantiere ci sono lavori per cataloghi e spot pubblicitari.

Sei disponibile per cataloghi e pubblicità….

Sì. Perché l’editoria parte sempre da un progetto e si avvale di persone capaci che sanno tradurre in immagini ciò che le aziende vogliono comunicare.

Cosa piace di te in particolare?

Mi faccio spesso la stessa domanda e assodato che ognuno di noi ha il proprio parametro ho smesso di cercare risposte. Importante che continuino a trovare in me cose che piacciono da includere nei loro progetti.

Come stai vivendo questo lungo periodo di pandemia?

Leggo, cerco continuamente idee e mi confronto per nuove iniziative che nel frattempo metto in agenda.

Lo shooting che desideri realizzare….

Ogni anno mi pongo questo scopo e penso spesso a quali saranno le foto preferite. Quest’anno vorrei potermi raccontare come donna in armonia con sè stessa attraverso immagini che trasmettono questa preziosa sensazione.

Ti affascina il mondo dello spettacolo?

Si. Quando non è improvvisato. Quando richiede regole e dedizione per arrivare a percorrere i corridoi stretti e poco illuminati che portano al palco. Da protagonista. Il mondo dell’immagine e dello spettacolo è un po’ come recitare un ruolo, bisogna interpretarlo con carattere per fare in modo che sia efficace. Mi affascina questo aspetto che è prettamente competitivo come prima cosa verso noi stessi. Ci dà sicuramente gli input per migliorarci.

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Paolo Isa, nato a Napoli, giornalista pubblicista dal 2003 (ordine regionale della Campania). Ha collaborato con agenzie di stampa, periodici e siti web.