Grazie all’ecobonus le famiglie italiane hanno investito nel 2017 oltre 3,7 miliardi di euro per realizzare circa 422mila interventi di riqualificazione energetica, con un risparmio di oltre 1.300 gigawattora per anno. A ciò si aggiunge anche un risparmio di circa 2 milioni di tonnellate equivalenti di petrolio (Mtep) derivante dall’emissione di 5,8 milioni di titoli di efficienza energetica, i cosiddetti Certificati bianchi, di cui 62% nell’industria e il 31% nel civile. È quanto emerge dal VII Rapporto sulle energie alternative dell’Enea che evidenzia come la Strategia energetica nazionale (Sen) ha delineato per il settore edilizio, ritenuto il più critico anche a livello europeo, un percorso a lungo termine di riqualificazione del parco edifici, l’ottimizzazione delle detrazioni fiscali e l’utilizzo del Fondo nazionale per l’efficienza energetica, meccanismo pensato per ridurre le incertezze negli investimenti e stimolare i finanziamenti bancari.

Tali risparmi equivalgono al 52% dell’obiettivo al 2020 previsto dal Piano d’azione nazionale per l’efficienza energetica (Paee) e dalla Sen e derivano per circa il 37% dai Certificati bianchi e per oltre un quarto dalle detrazioni fiscali per interventi di efficientamento energetico. A livello settoriale, il residenziale ha sostanzialmente raggiunto l’obiettivo atteso al 2020, l’industria è circa a metà del percorso previsto, mentre risultano ancora indietro trasporti e terziario, settore quest’ultimo in cui rientra la Pa.

Per quanto riguarda le detrazioni fiscali per la riqualificazione energetica del patrimonio edilizio, nel quadriennio 2014-2017 sono stati realizzati circa un milione e mezzo di interventi, di cui oltre 420.000 nel 2017, anno in cui oltre la metà di essi ha riguardato la sostituzione di serramenti ), e per il 20% la sostituzione degli impianti di climatizzazione invernale. A partire dal 2011, sono oltre 2,3 milioni gli interventi effettuati; oltre 3,3 milioni dall’avvio del meccanismo nel 2007. Dato il gran numero di ristrutturazioni effettuate negli ultimi anni, è lecito ipotizzare che, attraverso le detrazioni fiscali del 50% per il recupero edilizio, siano state incentivate le caldaie a condensazione e le pompe di calore vendute sul mercato e destinate alla sostituzione del vecchio impianto. Un solo intervento che metta insieme il risparmio energetico e la sicurezza può quindi semplificare la vita a una famiglia che intenda investire nella riqualificazione del proprio immobile.

Fonte: Il Giornale