Gli eroi del Sud, 64 anni fa la morte di Placido Rizzotto

Memoria, arte ed impegno sociale e civile nel nome di Placido Rizzotto. Corleone (Palermo) ricorda così il segretario della Camera del lavoro ucciso 66 anni fa dalla mafia. Domani, nell’anniversario del suo assassinio, davanti alla sua tomba che sorge nel viale centrale del cimitero di Corleone, ci saranno i suoi familiari, la Cgil, l’Amministrazione comunale, l’associazione “Corleone Dialogos”, l’Arci, Libera, le coop che lavorano sui terreni confiscati alla mafia (“Placido Rizzotto”, “Pio La Torre”, “Lavoro e non solo”). Insieme a loro, i bambini della scuola elementare che leggeranno delle poesie dedicate al sindacalista assassinato dalla mafia, gli alunni della scuola media e gli studenti delle scuole superiori, che poi assisteranno alla proiezione del film “A testa alta” del regista Alberto Castiglione, dedicato ai sindacalisti assassinati dalla mafia nel secondo dopoguerra, in particolare a Epifanio Li Puma e Placido Rizzotto.

In anteprima nazionale nel pomeriggio, alle 17.30, nei locali del cine-teatro Martorana, andrà, invece, in scena lo spettacolo teatrale “Ossa, dal racconto popolare dell’osso che canta, alla storia di Placido Rizzotto, cunti di e con Alessio Di Modica”. Durante la giornata saranno presentati i campi di lavoro antimafia sui terreni confiscati, che avranno inizio il prossimo 28 aprile, per concludersi sei mesi dopo, il 18 ottobre.

“Per il secondo anno consecutivo, sarà possibile ricordare Placido Rizzotto davanti alla sua tomba, nel cimitero di Corleone – dice Dino Paternostro, attuale segretario della Camera del lavoro di Corleone – Per tanti anni, ogni anniversario della morte del segretario della Camera del lavoro di Corleone, per la sua famiglia e per la Cgil era uno strazio in più, perchè non c’era una tomba dove portare un fiore o versare una lacrima”. Nel tentativo di fermare il movimento contadino in lotta per la terra, infatti, la terribile mafia del feudo di don Michele Navarra e di Luciano Liggio aveva assassinato Placido, buttandone il corpo nel ventre nero di Rocca Busambra, il “cimitero” della Cosa Nostra corleonese.

Solo nel 2009 i resti di Rizzotto sono stati ritrovati, grazie alle indagini della polizia di Corleone e della magistratura, ma la notizia ufficiale è stata data il 9 marzo 2012, proprio alla vigilia del 64esimo anniversario, dopo la lunga e complessa procedura di comparazione del Dna. Infine, il 24 maggio di quello stesso anno i funerali di Stato, alla presenza del presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, e delle massime autorità  dello Stato.

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