Gli affari sporchi della Lega, dalla tangente Eni all’investimento in Arcelor-Mittal che vuole scappare da Taranto

Gli affari sporchi della Lega, dalla tangente Eni all’investimento in Arcelor-Mittal che vuole scappare da Taranto

Ripercorriamo, anno dopo anno, la storia della Lega, ormai il più vecchio partito politico in Italia, e dei suoi rapporti con gli affari. Non sempre leciti. Fino all’investimento di 300 mila euri proprio alla società che vuole tagliare la corda da Taranto.

  • 1993, tangente di 200 milioni di lire dal gruppo Gardini-Ferruzzi per mano di carlo Sama, in piena mani pulite. Bossi accusò i servizi segreti: un “trappolone”. Poi scaricò tutto sull’ex idraulico Patelli che disse: «Sono stato un pirla».
  • Metà anni 90, spese per progetto indipendentista. Bossi si fà un quotidiano, un settimanale, una radio, una tv, una casa discografica, una sede del Parlamento (in affitto e presto morosa), una del governo (palazzetto acquistato a Venezia), un certo numero di gazebi. E poi le camicie verdi, i matrimoni celtici, le Miss Padane, gli orsetti padani, la scuola Bosina della signora Manuela (Bossi), l’acquisto del sacro pratone di Pontida, la coreografia dell’ampolla con elicotteri e catamarani, il Nerone Express e altre stravaganze compresi i piccioni rituali durante il rito di sversamento dell’acqua santa del Po nella laguna. Tutta roba costosa
  • Fine anni 90. Avvio ai supermarket Made in Padania, un disastro, e poi alla costruzione in Slovenia di un enorme villaggio turistico, lo Skipper Resort, o “il Paradiso di Bossi”, che non cominciò nemmeno, ma i soldi persi furono tanti.
  • Scoppia il caso della banca padana Eurocredinord. Bossi è out per motivi di salute. Il tesoriere è Belsito. Movimenti valutari a Cipro, diamanti in Tanzania.
  • Fondo che riguardava Bossi e i suoi cari e l’intitolò “The family”. Dentro c erano spesucce di ogni genere, dai dentisti alle lauree albanesi del Trota, un altro che sin dalla più tenera età non fu mai frugale (nemmeno il fratello Riccardone, se è per questo).
  • I leghisti di “Prima il Nord” nascondono 49 milioni di finanziamento pubblico.
  • Rapporti con il palazzinaro Parnasi per lo stadio a Roma
  • Investimento di 300mila euro nella società che vuole tagliare l’ossigeno a Taranto.
  • Cena a Mosca con Savoini per raccolta fondi.

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