“Il giocoliere di parole” che fa il pieno di premi

Copertina - iIl giocoliere di parole “Divertente, musicale e ricco di fantasia: sono solo alcuni degli aggettivi che possono definire il libro di filastrocche di Alberto Diamanti, “Il giocoliere di parole”, edito da Cima Editore, il terzo posto e menzione speciale giuria al concorso Il Natale dell’ARCHEOCLUB Patti, sempre recentemente in semifinale al concorso letterario nazionale PENNA D’AUTORE, con una poesia contenuta nel libro, che sì intitola I QUATTRO GENERALI…  Una raccolta di poesie scritte nel linguaggio ‘dei’ e ‘per’ i bambini, con l’intento di dare ai ‘piccoli lettori’ delle immagini in rima da leggere, e ai ‘grandi lettori’ (genitori/educatori) degli spunti di riflessione e comunicazione con gli stessi bambini. L’autore si definisce un giocoliere perchè con le parole letteralmente’ ci gioca’ , come fa un giocoliere con le palline colorate: “prendo le parole, le getto in aria, le riprendo, le porto su e giù fino a che le parole, come in un vortice di vento, prendono piano piano forma in rime per bambini. É ovviamente una metafora; il senso dei miei componimenti dedicati all’infanzia, a metà tra la poesia e la fiaba, è essenzialmente quello di dare ai bambini delle ‘immagini da leggere’, molte delle quali su temi importanti (pace, amicizia, rispetto), per far dialogare piccoli e grandi lettori, ma sempre con garbo e leggerezza.”

Alberto Diamanti “Tutti i componimenti che fanno parte del libro sono nati proprio dalla voglia spontanea di trasmettere dei valori e dei messaggi positivi a mio figlio; per esempio, il primo componimento della raccolta, che prende il titolo dallo stesso libro, parla di me stesso, quando, poco dopo l’avvenuta adozione del mio bambino, cercavo di farlo addormentare la sera raccontandogli storielle e racconti inventati, giocando proprio con le parole…”.

Non ultimo da segnalare per l’ultima Giornata della Memoria, questa dedica dell’autore di particolare intensità pulsionale:

LA BAMBINA E IL LUNGO STRADONE

“Mamma, mammina, perché tu non vedi

che io sono stanca? Mi fan male i piedi

da ore noi stiam camminando quaggiù,

in questo stradone che non finisce più! “

“Amor della mamma, amor mia piccina,

tienimi forte con la tua manina…

tra poco sarem noi tutti arrivati

laddove il destino e Dio ci ha chiamati”!

La bimba guardò la mamma sua, fiduciosa,

mentre scendeva una lacrima rosa

sul bel volto che fu, ormai sofferente

di madre che sa… di madre cosciente…

che sa di dover esser lei la più forte.

Mentre lei porta sua figlia alla morte.

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Dedicato ai bambini morti nell’olocausto.

Per non dimenticare.

Mai.

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