Molti sono i neologismi moderni con i quali abbiamo accesso a nuovi mondi da conoscere. Uno di questi è il termine Gamification sempre più utilizzato al giorno d’oggi e che letteralmente viene tradotto come ludicizzazione. Si tratta di un processo che trasforma qualsiasi aspetto della vita quotidiana in un gioco fatto di obiettivi e ricompense.

Ogni individuo può giocare una partita ogni giorno sul campo della propria vita ed il raggiungimento di piccoli obiettivi alla portata di tutti conduce ad una ricompensa che produce motivazione. Sin da bambini si viene educati a ricevere ricompense per il superamento di obiettivi prefissati dai genitori. Quindi un bambino che si comporta bene tutto l’anno riceverà regali a Natale e un ragazzo che prende buoni voti a scuola potrà ricevere il motorino che desidera.

La generazione dei Millennials conosce molto bene questi meccanismi che pongono obiettivi a breve termine per poter andare avanti nel gioco. Infatti, proprio come nei videogiochi o nelle slot machine online l’impegno dedicato può corrispondere ad un premio, al superamento di livelli o alla possibilità di sbloccare ulteriori scenari.

Tutto questo genera piccoli attimi di felicità grazie alla produzione da parte del corpo di una sostanza chimica rilasciata nel sangue: la dopamina. Tale sostanza esercita una funzione determinante sul sistema nervoso simpatico aumentando la pressione sanguigna ed il battito cardiaco come in presenza di stati di eccitazione.

La generazione degli smartphone è abituata a svolgere tutte le attività quotidiane, come raggiungere un certo numero di passi al giorno, bere una determinata quantità d’acqua per depurarsi e dimagrire, segnalare rallentamenti sulla strada piuttosto che l’errore in una mappa, per ottenere piccoli compensi all’apparenza di poco conto, ma che in realtà sono molti importanti per gli individui che ritrovano la motivazione come spiegato dalla rivista Scientific American. La loro importanza deriva da tre fattori principali che riguardano altrettante sfere psicologiche e sono l’autonomia nell’aver conquistato un obiettivo senza ricorrere all’aiuto esterno, il valore attribuito all’obiettivo che induce a dedicare maggiore impegno e tempo e la competizione appartenente ad ognuno che spinge a fare di più e meglio.

Tramite questi tre fattori la motivazione nella gamification si pone a livelli molto alti. È possibile inoltre suddividere la motivazione in due tipologie. Esistono la motivazione estrinseca, data da ricompense, jackpot, guadagno o premi di vario genere che sono esterni all’individuo e la motivazione intrinseca al soggetto come la passione o l’interesse nei confronti del gambling o dei giochi in generale. Novomatic, azienda che si occupa dello sviluppo dei software di StarVegas, ha presentato recentemente a Londra diversi titoli che offrono al giocatore un’esperienza di gioco a 360°, giochi in cui i fattori che governano le motivazioni del giocatore si fondono in un gameplay strutturato sui principi base della gamification.

Tramite questo meccanismo di stimolo-ricompensa si riscopre un momento nel quale essere felici e spensierati. Un momento che non abbia ripercussioni gravi in caso di errore. Un momento che riporta all’infanzia della spensieratezza e nessuno vorrebbe mai abbandonare gioia e spensieratezza ecco perché un giocatore torna sempre a giocare ogni volta che ha la possibilità di farlo, che sia con uno smartphone o fisicamente in una struttura ricettiva.

Tramite tutti questi procedimenti è possibile creare una semplice ma veritiera analisi dei comportamenti che spingono alla gamification o ludicizzazione. È un modo per tornare bambini e fuggire dalle ansie e paure che il mondo esterno può creare.