NAPOLI – La cattiva pratica in alcune scuole di fare pressioni sui dirigenti scolastici per garantire ai proprio figli la sezione considerata giusta, emerge da quel sottobosco del sentito dire che per anni alimenta le chiacchiere delle mamme nei primi giorni di scuola. Accade così che una mamma che ha iscritto la figlia alla Scuola Media Statale Tito Livio denuncia un caso eclatante che sconfina nella discriminazione e nel razzismo, e quel mormorio insoddisfatto dei genitori  prende forma e diventa un caso.

Ne esistono tante di mamme preoccupate che  figli possano finire nella sezione sbagliata,. Genitori agguerriti e informatissimi su ogni aspetto della scuola. Genitori che parlano per ore ed ore di insegnanti bravi e classe di un elevato livello sociale, per parecchie di loro quel bla bla bla si trasforma poi in pressioni fatte a i dirigenti scolastici, dal momento in cui si consegna l’iscrizione, fino al giorno della formazione delle classi.

Ma nelle scuole si va oltre, qualche anno fa fece discutere all’esterno della scuola, un episodio mai chiarito, ma che passava di bocca in bocca tra un caffè al bar e l’attesa del suono della campanella: nella bacheca dell’Istituto, il week end prima dell’inizio della scuola, apparvero le classi formate della prima elementare, ma il lunedì successivo erano sparite per ricomparire il martedì con poche ma evidenti differenze da quelle originarie . Cosa fosse accaduto in quei tre giorni, è solo supposizione, ma ci pare molto verosimile: mamme inviperite per l’esclusione dei figli dalle sezioni ambite, si erano date da fare, “perseguitando” il dirigente scolastico per ottenere il cambio di classe per i loro rampolli.

Quest’anno, dicevamo, la magagna è scoppiata come una bomba ed è sfociata in un’accusa di discriminazione e razzismo da parte di alcune mamme verso altre madri. Nemmeno è iniziata la scuola e già alcuni genitori degli alunni della prima media della Tito Livio della sezione A sono andati dalla dirigente scolastica e pretendere lo spostamento dei loro figli dalla classe alle sezioni più ambite perché presenza di disabili, extracomunitari e bimbi provenienti dai quartieri non era molto gradita.Una coppia di genitori, Stefania De Rosa e Maurizio Mazio, non ci sta e denuncia, rivendicando orgogliosamente la volontà di lasciare la figlia in sezione A, forte di quello che è un dato di fatto: la diversità arricchisce. Ed è qui che scatta il caso: la dirigente scolastica, Elena Fucci parla di pressioni alle quali è sottoposta ogni anno e denuncia l’arretratezza culturale delle famiglie che intendono la scuola come un Rotary. Accenna a due casi dove lo spostamento è stato necessario: un padre che minaccia di suicidarsi se la figlia  non viene spostata e un genitore che ha presentato un certificato medico.

Due motivazioni che dovrebbero farci riflettere su fino a che punto è disposto a spingersi un genitore per ottenere quello che ritiene sia il meglio per i suoi figli, fino a che punto questo comportamento costituirà un modello di vita per i nostri ragazzi? I figli ci osservano, imparano le nostre cattive abitudini, ascoltano le nostre parole, siamo noi che insieme alla scuola dobbiamo aprire le loro menti e siamo noi che dobbiamo insegnare loro ad essere migliori di noi. Un padre che minaccia il suicidio se la figlia non viene spostata nella sezione che dice lui, non può essere un esempio per i suoi figli. Un genitore che presenta un certificato medico ancor prima che la scuola, cominci per eliminare ogni possibile ostacolo che lui immagina ci siano in una classe formata anche da extracomunitari e disabili,non insegna ai figli niente, al contrario li priva della possibilità di arricchirsi di esperienze diverse, di ampliare la sua visione del mondo e delle cose.

E’ vero, viviamo in tempi difficili, ma forse non più di tanto, i casi di bullismo si moltiplicano, il rischio che i nostri figli ne siano vittime, o peggio ancora diventino carnefici (e in alcuni casi, visti i genitori, non escluderei che possa avvenire) è alto. Di solito è proprio la diversità a scatenare il bullismo in chi si sente forte del gruppo e superiore.  Forse, se i genitori sono così, molto meglio se i figli vengono spostati in altre sezioni, il pericolo è che con tali esempi in famiglia possano trasformarsi in carnefici e vessare i bimbi extracomunitari e disabili. Ma attenzione, non è detto che la nuova classe sia meglio di quella evitata, il bullismo serpeggia proprio tra le classi sociali più abbienti,  bisognerebbe pensarci prima di fare pressioni per ottenere la classe più prestigiosa.