Fondo Obelisco, novità per i consumatori

L’autunno ha portato qualche novità positiva per i risparmiatori danneggiati dal Fondo Obelisco, che hanno visto azzerato il proprio investimento, proposto a suo tempo come “sicuro”. Dopo alcune trattative è stato attivato un protocollo di conciliazione paritetica tra Poste Italiane e le associazioni dei consumatori, tra cui anche Confconsumatori.

Il protocollo, in presenza di determinati requisiti, consente di accedere in via stragiudiziale a un indennizzo per la perdita subita. Inoltre, l’Azienda ha anche proposto ai propri clienti – così come era successo per il Fondo Irs – un accordo denominato “Iniziativa di tutela” in scadenza il prossimo dicembre.

Che il Fondo Obelisco si sarebbe chiuso con pesanti perdite da parte dei piccoli risparmiatori Confconsumatori lo aveva già preannunciato nel 2016 quando aveva denunciato la drastica riduzione del valore delle quote, così come per il Fondo Irs.

L’associazione aveva invocato l’intervento di Poste Italiane da subito, ma nel frattempo si era da subito schierata a tutela dei risparmiatori e nel 2018 erano arrivati i primi significativi risultati: Confconsumatori, tramite i ricorsi all’ACF, ha ottenuto esiti transattivi positivi che hanno visto i risparmiatori recuperare tutta la loro perdita. L’attività di tutela è proseguita anche per il 2019, fino alla firma dell’accordo di conciliazione.

A CHI CHIEDERE AIUTO – Ora i quotisti danneggiati possono rivolgersi agli sportelli di Confconsumatori per avere un consiglio su come tentare di recuperare i risparmi perduti: i recapiti sono elencati al link https://www.confconsumatori.it/gli-sportelli-di-confconsumatori/.

IL RISCHIO NASCOSTO – Il Fondo “Obelisco” è stato istituito nell’anno 2005 con delibera del Consiglio di Amministrazione dell’allora Investire Immobiliare SGR e nasce come fondo comune di investimento immobiliare “a raccolta”, alimentato mediante sottoscrizione delle quote in denaro, da utilizzare per acquistare un pacchetto immobiliare pre-identificato dalla SGR promotrice del Fondo. Pubblicizzato all’epoca come una soluzione d’investimento redditizia (rendimento obiettivo del 5,5 % l’anno), le quote del fondo sono state collocate, ad un prezzo nominale di € 2.500,00, presso il pubblico indistinto dei risparmiatori ed anche da Poste Italiane S.p.A. presso la propria clientela. Purtroppo troppo spesso l’investimento è stato illustrato come qualcosa di sicuro ed adatto anche a pensionati e soggetti che avevano investito sempre in buoni fruttiferi postali o libretti di risparmio. Invece è un investimento in un fondo chiuso, quindi illiquido e, come abbiamo visto, assolutamente incerto e rischiosissimo.

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