Di Concetta Colucci

Il 7 luglio 2017 la Puglia ha ottenuto un nuovo riconoscimento Unesco: è la Foresta Umbra nel parco nazionale del Gargano con le sue secolari faggete. La Puglia aggiunge questo secondo riconoscimento a quello già ottenuto per il Santuario di Monte Sant’Angelo. La Puglia festeggia i suoi faggi, alberi che raggiungono fino a 45 metri di altezza e 350 anni di età. Dopo una valutazione eseguita dall’ispettrice cinese Lu Zhi, inviata dall’IUCN, Unione Internazionale Per La Conservazione Della Natura, a Cracovia è stata presa la decisione per il World Heritage. Durante la fase di designazione sono stati considerati diversi elementi, dalle caratteristiche del territorio, alle modalità di gestione dell’area, comprese quelle di monitoraggio e analisi. Sono state, inoltre, raccolte informazioni sull’organizzazione dell’Ente gestore, sulla promozione di un turismo sostenibile, insieme alle attività legate alle comunità locali.

Si tratta di un’area naturale protetta all’interno del Parco Nazionale del Gargano che raggiunge gli 800 metri di altitudine con il monte Iacotenente e occupa un’area di circa 400 ettari. La riserva naturale della Foresta Umbra è stata divisa in quattro zone concentriche, nella parte più esterna si trova la zona D, quella di maggior flessibilità dal punto di vista ambientalistico, dato che è la parte che comprende i paesi che fanno parte dell’area della foresta. Include deliziosi paesini caratterizzati dalle tipiche casette bianche locali: Monte Sant’Angelo, Vieste, Vico del Gargano, Carpino, Peschici. L’intera comunità è fortemente legata a questa foresta e ne preserva il grande valore naturalistico. A seguire ci sono le aree dove non è possibile utilizzare veicoli a motore e si prosegue nella zona dove non è possibile fare rumori molesti, per arrivare all’area non accessibile al pubblico, il cuore della foresta dove gli animali vivono in completa libertà e la natura è incontaminata.

Il Parco Nazionale del Gargano ha una enorme varietà di paesaggi e di habitat naturali, unici soprattutto se considerati nel loro insieme. La Foresta Umbra si trova nell’area del Gargano, il promontorio più grande d’Italia, che milioni di anni fa era un’isola lussureggiante ricoperta da foreste. Nell’epoca in cui si congiunse alla terraferma, formò proprio il cosiddetto “sperone d’Italia” e della sterminata area verdeggiante rimase solo la Foresta Umbra.

Il nome della foresta è “umbra”, che significa ombrosa, fitta, proprio come appare tuttora agli occhi dei visitatori.

La foresta Umbra ha un ruolo chiave nella conservazione della biodiversità ed è stata oggetto di studio da parte numerosi esperti fra cui il professor Stefan Schnitzer, dell’Università del Wisconsin-Milwaukee (U.S.A.), che ha paragonato le liane del Gargano a quelle delle foreste tropicali.

Nonostante disboscamenti e incendi, registrati anche di recente, la natura in questa distesa verde è rigogliosissima. Il faggio e le sue chiome fitte costituiscono il simbolo di questa foresta, ma la flora di questo luogo è costituita da molteplici specie botaniche, che comprendono persino tante varietà di orchidee. Il suolo bruno della foresta consente la crescita di una ricca vegetazione che proviene da un singolare processo degenerativo secondo il quale larve e funghi che la abitano si cibano di legname.

Numerose, inoltre, sono le tipologie di volatili, picchi, predatori come il gufo reale e un’infinità di specie di passeriformi, che rendono preziosissima la Foresta per praticare il birdwatching e per appassionati di fotografia naturalistica, che trovano in queste zone spunti per scatti unici.

“Sta a noi, ora, tutelare un bene che abbiamo ereditato naturalmente, attraverso politiche di tutela e conservazione della specie garganica, unica nel suo genere poiché, grazie all’elevato grado di conservazione”, afferma Francesco Tarantini, presidente di Legambiente Puglia.