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Fiorenza Calogero l’affascinante voce della musica world

di Paolo Isa

Fiorenza Calogero si definisce una stabiese napoletana ispirata dall’addore d’o mare. Una delle più affascinanti voci della musica world, da sempre divulga la lingua e la cultura della sua terra.
E proprio quando si immerge in quel clima, accompagnandosi con i tamburi a cornice, il repertorio incontra gradualmente le tradizioni del Mediterraneo.
La sincerità del suo studio sui ritmi affiora contemporaneamente nella gestualità e nel canto.

Dopo il grande successo dello scorso 10 gennaio alla Domus Ars di Napoli con il concerto “Il canto della Sirena” accompagnata magistralmente dalla chitarra battente di Marcello Vitale, suo compagno di vita, si prepara ad un tour europeo e nazionale che la vedrà il 13 maggio a Sollies, il 17 giugno all’Isola Orta San Giulio a Novara nell’ambito del Festival Cusano di Musica Antica, il 16 luglio ad Avignone. Nel frattempo si sta preparando alle date campane, il 10 marzo ripeterà il concerto a Castellammare di Stabia, sua città di origine, al Teatro Karol e il 15 giugno in una location di prestigio quale La Farmacia degli Incurabili, Fiorenza canterà proprio dove è posta la tomba della Sirena.

Tanti e diversi i tuoi spettacoli in giro per il mondo, valorizzando i canti popolari con le tue interpretazioni ed una voce poetica……..

Da oltre 20 anni mi dedico alla musica napoletana, è stata una scelta desiderata poiché è una scuola che ti insegna tanto e può darti tanto ed è talmente vasta che bisognerebbe nascere due volte per poterla eseguire tutta. Tuttavia i miei punti di riferimento non sono napoletani, ho una formazione world e mi ispiro alla musica di artisti di tutto il mondo, come Rosa Balestreri, Cesaria Evora, Mercedes Sosa, Soledad Bravo, Feiruz, Amalia Roudriguez…assorbo la loro auteticità e verità e cerco di farle mie, plasmandole con la mia sensibilità.

Hai collaborato con tanti artisti ed una partecipazione al film con il Maestro Enzo Avitabile, l’autore anche di alcuni tuoi brani, vero?

Tutte collaborazioni che non mi sono andata a cercare, è avvenuto tutto naturalmente. Dall’incontro con Avitabile alle collaborazioni con Cristina Branco, Amal Murkus, Vittorio Grigolo, Urna, Carlos Pinana, John Turturro, Jonathan Demme, Alessandro Safina, con i campani Mariano Rigillo, Peppe Barra, Rino Zurzolo, Lino Cannavacciuolo, Pericle Odierna, Enzo Gragnaniello, Gino Rivieccio, Maurizio Casagrande..…ma sono troppi e non è possibile elencarli tutti. Mi sono limitata a fare il mio lavoro con passione e professionalità, cercando sempre di imparare dagli altri e dare il meglio di me. Avitabile poi mi ha regalato le composizioni del mio quarto album “Nun tardare sole”, un inno alla vita, alla donna, un disco intimo, essenziale. L’essenziale è oggi il mio mood.

Recentemente hai superato un momento difficile della tua vita per motivi di salute, oltre agli amici hai citato: la musica, la famiglia, Dio….

E’ stato un momento di grande paura e tanta riflessione.  Da quel momento vivo tutto con una consapevolezza diversa. Guardo gli occhi delle persone che mi sono accanto, degli amici e dei conoscenti da un’altra prospettiva, vivo il mio lavoro con piu’ serenità, cerco di non perdere gli attimi con mia figlia, desidero viaggiare più spesso con mio marito e non voglio piu’ rinunciare a un bel piatto a tavola! Non mi sono mai fermata, ne prima e ne dopo, nn ho mai voluto perdere il mio entusiasmo alla vita ….e ho pensato tanto a Dio.

Il nuovo lavoro discografico ,vuoi dirci qualcosa al riguardo?

“Live in Napoli” è un album che ho deciso di realizzare a fine novembre e ho fatto uscire il 23 dicembre. E’ la registrazione live di un concerto fatto nel settembre del 2016 a Napoli  nell’ambito di “Imago Mundi” per la direzione artistica di Giulio Baffi. Sul palcoscenico con me Marcello Vitale alla chitarra battente, Gianni La Marca viola da gamba e Laura Paolillo controcanto. Ho voluto farlo uscire proprio dopo questo periodo particolare, in quanto volevo sentirmi VIVA . E’ un album prodotto da me e da Alfonso La Verghetta che ha realizzato anche la registrazione live, il progetto grafico è stato realizzato da mio marito (Marcello Vitale) e la bellissima presentazione da Giulio Baffi. Tutto HOMEMADE! L’album Si può acquistare su tutti i digital store, invece il disco “fisico” lo si può trovare a Napoli alla Libreria Neapolis a San Biagio dei Librai, Libreria Colonnese di fronte al Conservatorio e a Castellammare di Stabia Edicola Savino vicino la Cassarmonica.

Come riesci ad effettuare tanti spettacoli proponendo interpretazioni e/o eventi con novità che riscuotono ovunque successo?

C’è una massima di Friedrich Nietzsche che mi accompagna sempre: “Tutte le verità sono di sangue”, credo che il successo sia dovuto a questo. Il pubblico nn è stupido, soprattutto quando è esigente e di nicchia come il mio. Non faccio altro che mettere in scena ciò che sono. Lungi da me salire sul palcoscenico con l’obiettivo di compiacere il pubblico. Io canto e recito per raccontare e raccontarmi e negli ultimi anni ho scelto uno strumento dal quale mi voglio far rappresentare che è la chitarra battente. Ho conosciuto mio marito nel 2009 ma operavamo in ambiti diversi, lui chitarrista ventennale dell’Ensemble L’Arpeggiata, un gruppo di musicisti internazionali protagonisti nei teatri piu’ importanti del mondo, io che venivo da La Gatta Cenerentola di Roberto De Simone con cui abbiamo sfiorato le 400 repliche , mia prima esperienza a soli 17 anni per poi dedicarmi, oltre a De Simone, al teatro di prosa e alla musica napoletana. Nel 2012, stanca del pressapochismo che ahimè dilaga in buona parte dell’ambiente napoletano, ho chiesto a Marcello di diventare ufficialmente il mio chitarrista, per immergermi in un sound mediterraneo tipicamente suo, il suono della chitarra battente si sposa perfettamente con la mia timbrica antica. Essere attuali e al passo con i tempi nell’eseguire brani del passato e nel presentare uno strumento antico come la battente, chitarra tipicamente italiana, chitarra del sud, a livelli stilisticamente più avanzati rispetto a quanto avviene normalemente nei gruppi di musica popolare di tarantelle, pizzica e tammurriate. Questo il motivo per cui non mi si addice la definizione di cantante popolare. Personalmente mi reputo una cantante che canta nella lingua della sua terra e la cui musica e fortemente influenzata dagli stilemi della tradizione.

Fiorenza cosa chiedi al nuovo anno?

Di impegnarci ad esaltare le cose semplici. Di non essere tanto prigionieri dei telefonini. Di guardare accanto e considerarsi fortunati. Ciò che vorremmo viene da se, senza affanni.

Dove possono seguirti i tuoi fans (e non solo) sui social?

Sicuramente attraverso la mia pagina fb Fiorenza Calogero e Instagram, sono i social che uso maggiorente, diretti e dinamici. Ho anche un sito web che prima o poi dovrò decidere di aggiornare, è fermo al 2012, che è www.fiorenzacalogero.it, ma da quando impazza fb devo dire che mi sono impigrita. E poi you tube. Invece su tutti i digital store si possono acquistare quattro dei cinque album che ho pubblicato. Fioreincanto (2007 con ristampa nel 2012), Sotto il vestito Napoli (2011), Nun tardare sole (2016) e Live in Napoli (2017). Manca Fiorenza (2009) l’album che ho pubblicato con l’etichetta olandese CNR ENTERTAINEMENT, presto lo ri-inserirò.

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