Ferrovie taglia ancora il Sud: “Siamo al genocidio infrastrutturale”

Di Antonella Catrambone

L’Associazione Ferrovie della Calabria definisce un “genocidio infrastrutturale” il piano di riduzione del numero delle stazioni ferroviarie sulla jonica deciso da Rete Ferroviaria Italiana proprio in un momento in cui si stava avviando un proficuo confronto con l’Associazione Pendolari Jonici e la Divisione Passeggeri Regionale di Trenitalia riguardo la rimodulazione degli orari lungo la tratta Reggio Calabria – Sibari. Un confronto iniziato a seguito di molte richieste effettuate dall’utenza e che non sarà possibile proseguire in modo funzionale se si continua a mutare le stazioni in fermate rendendo così impossibili flessibilità e dinamicità di un servizio che riduce i punti in cui i treni si potranno incrociare o effettuare precedenze.

A seguito di un sopralluogo effettuato presso la stazione di Guardavalle abbiamo appreso che gli scambi con relativo binario di incrocio e segnalamento di partenza ancora attivo, sono tutti al loro posto ma bloccati tramite ganasce fermascambio. Questo significa che gli scambi vengono bloccati meccanicamente mediante un componente che arresta il movimento dei cosiddetti “aghi dello scambio”, struttura mobile azionata elettricamente (ma in alcuni casi anche manualmente) che in base alla posizione, permette di instradare i treni sul binario “di corretto tracciato” o sul “ramo deviato”. Di conseguenza accade che in una situazione del genere due convogli marcianti in senso opposto non possono più incrociarsi penalizzando così la circolazione ferroviaria e costringendo l’utenza a lunghe attese nelle poche stazioni rimaste attive con evidenti ricadute sui tempi di percorrenza dei treni.

Purtroppo questo non è l’unico caso giacchè esistono delle segnalazioni che testimoniano il verificarsi di “fermosacambiate” anche in altre stazioni come quelle di Caulonia ed Ardore a cui seguiranno, quanto pare, anche quelle di Bova Marina e Roccella Jonica, quest’ultima è un’attuale importante capolinea ed origine di vari treni regionali che conta un piazzale di 4 binari di incrocio, precedenza, sosta rotabili e binario di servizio e ricovero convogli. L’Associazione Ferrovie in Calabria esprime quindi, ancora una volta, il proprio sdegno nei confronti di un piano di smantellamento di un’infrastruttura che dovrebbe rappresentare la base della mobilità pubblica sul versante Jonico e auspica una mobilitazione popolare di associazioni, comitati e singoli cittadini per protestare contro queste politiche assolutamente dannose e che impediscono qualsiasi sviluppo o semplice ripristino del traffico ferroviario.

L’appello è diretto anche al Presidente della Regione Mario Oliverio ed all’Assessore ai Trasporti Nino De Gaetano affinchè intervengano per concretizzare un rilancio della ferrovia Jonica, con rinnovamento del materiale rotabile partendo dal ripristino dei treni Regionali soppressi lo scorso anno al fine di recuperare l’utenza perduta.

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