Ieri pomeriggio è andata in onda su Rai 5 alle ore 16.12 “Marialuna…una vita tutta in salita” l’opera del cantautore Pino De Maio prodotta da Rai Trade e realizzata insieme ai ragazzi detenuti nell’istituto penale per minorenni di Nisida nella fascia d’orario tra le più seguite della rete culturale della Rai, che oscilla tra i 45.000 e i 50.000 spettatori (Dati Auditel). “Sono trascorsi 4 anni dal debutto di Marialuna, frutto di un percorso di laboratorio che ha coinvolto detenuti, non detenuti, studenti e giovani professionisti. Molti attori dell’opera, allora detenuti, oggi sono onesti lavoratori e questo rappresenta per me il più grande successo. C’è chi oggi lavora a New York esportando l’arte della pizza e chi invece addirittura fa il cantante chitarrista” afferma De Maio “non è sicuramente facile, per ogni ragazzo salvato ce ne sono tanti altri che entrano nel tunnel della malavita, ma risultati come questi ci spingono ad andare avanti nella nostra azione di contrasto alla malavita attraverso la diffusione della cultura e dei suoi valori”.

Marialuna una vita tutta in salita è la sintesi umana e artistica di Pino De Maio. Una testimonianza che imprime in un’opera l’impegno artistico e sociale di un ventennio e più. L’autore, anch’egli ex minore a rischio, incontra da giovane la sua ancora di salvezza, la chitarra e grazie ad essa costruisce la sua vita in musica. Allora non poteva sapere che un giorno la sua storia sarebbe diventata un romanzo scritto da Pietro Gargano (Lo scugnizzo fuori dal branco) ed esempio per molti giovani che come lui avevano avuto la sfortuna di nascere ‘nel posto sbagliato e costretti ad affrontare una vita tutta in salita’.

L’incontro con James Senese e i Napoli Centrale, la collaborazione come autore con Sergio Bruni, lo studio viscerale della canzone napoletana e l’amore per l’arte di Raffaele Viviani, contribuiscono a segnare il profilo di un artista che nel corso degli anni inciderà decine di dischi pubblicati dagli USA alla Russia e suonato in tutto il mondo. Le testimonianze di stima e affetto arrivano dai più grandi daLuciano Pavarotti a Marcello Mastroianni, da Sergio Bruni a Roberto Murolo fino a Tara Gandi e il Presidente Giorgio Napolitano. I suoi lunghi viaggi si concludono però sempre a Napoli, dove l’amore per la famiglia, l’impegno a favore dei minori a rischio e quel mare, bisogno primordiale, lo terranno ben saldo alle sue radici. E così fonda La Villanella, la sua ‘bottegha d’arte’, e apre le porte ai giovani napoletani. Siamo all’inizio degli anni novanta quando Pino si spinge oltre e inizia a collaborare con il Carcere di Nisida.

Lontano dai riflettori, nel freddo delle celle, con una chitarra e giovani duri che attraverso la musica danno voce alla loro anima più indifesa, nasce “Ue guagliù”. Sono ormai centinaia i ragazzi che ha incontrato. Oggi molti di loro sono uomini e alcuni si sono salvati. Marialuna è tutto questo. E’ l’incontro tra giovani detenuti e non che in un percorso comune sono diventati un gruppo e hanno imparato l’uno dall’altro. Maraluna è una storia di speranza per credere che un giorno ‘qualcosa cambierà’. Lo spettacolo è stato applaudito in questi 4 anni da circa 40.000 spettatori, attraverso diversi cicli di mattinate con gli studenti delle scuole di Napoli e provincia. Ha ricevuto la Medaglia dal Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano che ha assistito allo spettacolo all’interno del Carcere in occasione della sua ultima visita a Napoli. E’ stato patrocinato moralmente dal Presidente della Repubblica, il Ministro di Grazia e Giustizia, della Pubblica Istruzione, l’Autorità Garante per l’Infanzia e l’Adolescenza, dal Comune di Napoli, Regione Campania e Provincia di Napoli, dall’Unione Industriale di Napoli, oltre che dal’Unicef Italia e del Cardinale Crescenzio Sepe. Per rivedere lo spettacolo è online sul sito della Rai: http://www.rai.tv/dl/RaiTV/programmi/media/ContentItem-3619f241-772d-4942-b1c2-9b02f0ab97dc.html