Ex Ilva con il fiato sospeso: il decreto che salva Taranto deve tornare a Palazzo Chigi

Il decreto per salvare l’ex Ilva di Taranto e le altre imprese in crisi c’è. O almeno ci sono le famose intese tra i vari ministeri coinvolti, inviate a Palazzo Chigi pochi giorni il consiglio dei Ministri che ha approvato –appunto “salvo intese”–il decreto Imprese. Per il Quirinale, però, non basta: serve, come spiegato ieri dal S ol e 24 Ore, un passaggio formale in un ulteriore Cdm che cristallizzi il testo.

SULLA CARTA una pura formalità, ma nella realtà rischia di trasformarsi in un problema ben più grande: senza questo passaggio, a pagare la crisi sarebbero i lavoratori dello stabilimento tarantino e delle altre sedi gestite da ArcelorMittal. L’azienda, infatti, ha chiaramente avvertito il governo tempo addietro che senza immunità è pronta a lasciare Taranto. Ma non solo. In attesa della pubblicazione in Gazzetta Ufficiale del dl Imprese ci sono anche i rider e i lavoratori di Whirlpool e Blutec.

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