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Giovedì 18 settembre è stato depositato un esposto alla Procura della Corte dei Conti della Regione Lazio per chiedere la condanna delle banche italiane e dello Stato italiano a 720 miliardi di euro per danno all’economia nazionale. Le banche italiane hanno infatti usufruito delle due LTRO (Long Term Refinancing Operation, “Operazione di Rifinanziamento a Lungo Termine”) del dicembre 2011 e del febbraio 2012, incassando 255 miliardi (all’ 1% di interesse). Di tale somma, però, 160 miliardi sono rimasti nelle loro casseforti, mentre i restanti 95 miliardi sono stati spesi quasi interamente in acquisto di Titoli di Stato, perché lo Stato ha favorito con la propria tassazione sulle rendite finanziarie (al 12.5%) tale acquisto, anziché sostenere il finanziamento, da parte delle banche, delle Pmi (Piccole Medie Imprese) e delle famiglie. Le nuove TLTRO (Targeted Long Term Refinancing Operation,) saranno proporzionate a quanto le banche avranno finanziato le PMI con le LTRO del 2011 e 2012. Poiché le banche hanno finanziato pochissimo, avremo di conseguenza pochissimo dal cosiddetto “bazooka” di Draghi. Il danno all’economia nazionale consiste proprio nell’aver distratto tali somme (i 160 e i 95 miliardi di cui sopra) alle Pmi e che tale operazione abbia anche fatto sì che in Italia si siano avuti i tassi dei mutui più alti di tutta l’Unione Europea,” non avvalendosi dei fondi con tassi agevolati.