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Diciamo la verità: fareste pagare di più ai più poveri facendo qualche sconto ai più ricchi? In un periodo di crisi sarebbe follia. Eppure è proprio quello che è successo con le ultime manovre economiche che hanno pesato di più nel Mezzogiorno che nel Settentrione. Nel 2015 9,5% del Pil al Sud contro 6% del Centro-Nord.  Secondo stime SVIMEZ, le manovre effettuate dal 2010 ad oggi dai vari Governi (il cui valore cumulato arriva a oltre 109 miliardi di euro nel 2014) in rapporto al Pil sono pesate più nel Mezzogiorno rispetto al Centro Nord. In particolare, il peso cumulato delle manovre sul Pil per il 2015 sarebbe del 6,8% a livello nazionale, ma assai differente a livello territoriale: 6% nelle regioni centro settentrionali e addirittura dell’9,5% in quelle meridionali, anche se il 77% del totale delle maggiori entrate tra il 2013 e il 2015 è dovuto al Centro-Nord e il 23% al Sud (con un peso sul Pil stimato al 3,2-3,3% in entrambe le ripartizioni).

Nel 2015 tagli alla spesa doppi al Sud rispetto al Centro-Nord – Gran parte di questa differenza è dovuta ai tagli alle spese operati dai Governi, il cui peso ha inciso molto più al Sud che al Centro-Nord. Nel 2015, ad esempio, al Sud il valore cumulato della spesa pubblica sarà tagliato il doppio rispetto al Centro-Nord, cioè del 6,2% contro il 2,9% dell’altra ripartizione. Ma si tratta di spese particolarmente dolorose.