Economia nel Meridione, pronto piano da 15 miliardi

Dopo i forti messaggi lanciati al Premier Renzi dal mezzogiorno, accompagnato da numerosi sindacati e Confindustria, sembra in arrivo un concreto piano per lo sviluppo, dal valore di 15 miliardi. Il punto chiave di tale piano passerebbe attraverso delle forti agevolazioni fiscali per i datori di lavoro, a fronte di assunzioni, con determinate caratteristiche, al meridione. La portata di tali sgravi tributari  non è ancora determinata, potrebbe fermarsi ai limiti attuali che si aggirano intorno ai quattromila euro o essere persino totali. Target delle assunzioni che porterebbero ad agevolazioni, i giovani sotto i 24 anni di età, disoccupati da più di sei mesi.

Il piano di azione ripercorre quanto fatto dalla Regione Campania che ha diretto le proprie risorse per andare a rinforzare i fondi destinati alle agevolazioni in materia di assunzioni tra i giovani, con un occhio di riguardo per chi vive la condizione di disoccupazione da tempo.

In tale intervento, da un lato si può vedere il proseguimento di politiche che hanno già prodotto buoni risultati ma dall’altro, c’è chi critica come provvedimenti di questo tipo alterino il mercato del lavoro poiché, a fronte di tali agevolazioni, le imprese non producono veri e propri investimenti.

A detta del Premier Renzi però, il piano di azione previsto non lascia più giustificazioni agli imprenditori, che si vedono fortemente invitati all’investimento di risorse.

Ulteriore prova dell’impegno in tale direzione è il piano Industria 4.0 inserito nella legge di Bilancio che deve andare, secondo le mire di Carlo Calenda, ministro dello Sviluppo economico, a rilanciare il digitale in Italia.

Stando alle simulazioni, gli investimenti potrebbero toccare quote di 8 miliardi nel digitale e fino a 2 miliardi in beni strumentali.

Un autentico choc sugli investimenti che attraverso gli sconti fiscali su tasse e tributi, definiti iperammortamenti e superammortamenti, il governo spera di imprimere subito, già l’anno prossimo, anche se per effetto fiscale il costo a carico dello Stato scatterà quasi integralmente dal 2018. Le stime elaborate dai tecnici del ministero dello Sviluppo economico con il supporto dei dati di mercato delle associazioni del settore, parlano di 8 miliardi di possibili investimenti per la digitalizzazione d’impresa, su beni per i quali si potrà applicare un iperammortamento del 250% (quindi il 150% in più del costo).
Tale piano dello sviluppo è molto articolato e prevede tanti aspetti ulteriori quali la riduzione dell’Ires al 24% (rispetto al 27,5%) e l’introduzione, per le piccole imprese che sono soggette attualmente all’Irpef, dell’Iri. A questo si accompagnano sconti fiscali duplicati sul salario di produttività oltre ad un miliardo, stanziato appositamente per piccole e medie imprese.

A detta di Pier Carlo Padoan, ministro dell’Economia, il valore del piano di intervento, per il solo 2017 ammonta a 2 miliardi e mezzo.

Il credito di imposta per attività di ricerca e sviluppo, fino al 2020, è stato facilitato. In ambito ricerca e sviluppo ci saranno forti incentivi (al 50%) alle spese incrementali con un tetto massimo di beneficio per la singola impresa innalzato fino a 20 milioni di euro.

Lo scopo di tale intervento, del valore di 3,5 miliardi è spronare, nel periodo che va dal 2017 al 2020, un investimento stimato di 11,3 miliardi.

È inoltre previsto un aumento delle agevolazioni fiscali dal 19 al 30%, per quanto riguarda gli investimenti, entro 1 milione di euro, in piccole e medie imprese innovative. A questo si affiancano, per quanto riguarda investimenti in equità, nonché in Pmi innovative, misure di rafforzamento degli incentivi fiscali.

Altro punto importante è la proroga della legge Sabatini per l’intero 2017, che va a semplificare il finanziamento per investimenti delle imprese oltre al rifinanziamento per un valore di 1 miliardo di Euro del Fondo Centrale di Garanzia, con particolare attenzione nell’utilizzo di quest’ultimo per agevolare il finanziamento degli investimenti delle imprese, specialmente per quanto riguarda

Ulteriore punto del piano riguarda un impegno pubblico del valore di 1,3 miliardi, per il periodo che va dal 2017 al 2020, per attivare defiscalizzazioni incrementate sul salario di produttività.

Stando alle dichiarazioni del Premier Renzi, già un miliardo è stanziato per Pmi e artigiani e l’obiettivo del Governo è alimentare un movimento di risorse pari a 25 miliardi.

Inoltre per favorire il credito e l’innovazione vengono azzerati i costi della garanzia bancaria, concessa da Ismea, a favore delle imprese agricole grazie all’estensione dei fondi dello sviluppo economico. Lo strumento rientra nel quadro del piano Industria 4.0 che prevede anche l’accesso delle imprese agricole, alimentari e contoterzisti ad ammortamento e superammortamento per gli investimenti in macchine innovative.

Sociologo e Consulente di Web Marketing digitale, vanta esperienza quinquiennale come Publishier e Web writer con all'attivo collaborazioni online con testate online locali e nazionali [ View all posts ]

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