wpid-napoli_teatro_san_carlo.jpgdi SIMONA D’ALBORA

I teatri napoletani da un po’ di tempo sono sotto i riflettori, vuoi per il Trianon che non riesce a uscire dalla situazione di crisi, vuoi per il Teatro Stabile che al di là degli scandali per le assunzioni è stato appena nominato Teatro Nazionale. Adesso, sotto i riflettori è il Teatro San Carlo: è stato eletto dal sito  best5.it il più bel Teatro del mondo davanti persino al Bolscioi

Il “Real Teatro di San Carlo”,  – si legge nel sito – il più bello e grande d’Europa, vide l’inizio dei lavori per la sua costruzione, il giorno 11 marzo 1737, per volontà di Carlo di Borbone, auspicato come simbolo di Napoli, la capitale del “Regno delle due Sicilie”. All’epoca era simbolo di potere e costituiva anche uno strumento di governo in quanto proprio in questo luogo, il Re riuniva l’aristocrazia nobiliare per festeggiare e commemorare pubblicamente eventi politici e dinastici.

Per costruire il Teatro Reale, Re Carlo fece demolire il primo teatro pubblico di Napoli, il “Teatro di San Bartolomeo”, in quanto tale Teatro era divenuto insufficiente per capienza e poco adatto alle esigenze della Corte. Il progetto per la costruzione del nuovo Teatro fu affidato all’arch. Giovanni Antonio Medrano, mentre la costruzione fu appaltata all’imprenditore arch. Angelo Carasale, e completata nel tempo record di 8 mesi per un costo di 100.000 ducati. Per la realizzazione dell’opera hanno dovuto demolire molti edifici e si narra che il modello ispiratore del Teatro San Carlo fu il “Teatro Nuovo” di Monte calvario situato nei Quartieri Spagnoli.

Il Teatro fu inaugurato nel giorno di San Carlo, il 4 novembre 1737, con l’opera “Achille in Sciro” di Domenico Sarro. Nel 1799, durante la Repubblica Partenopea, il Teatro cambiò nome diventando “Teatro Nazionale”. Il 13 febbraio 1816, in poche ore, il Teatro fu interamente distrutto da un incendio. Venne ricostruito così come era prima dell’incendio dall’architetto della Real Casa don Antonio Niccolini e inaugurato il giorno 12 gennaio 1817 con lo spettacolo “Il sogno di Partenope” di Simone Mayr.

Dall’anno della sua costruzione e fino ai giorni nostri, furono eseguiti diversi lavori di abbellimento, di ristrutturazione con molte modifiche e trasformazioni. Nel 1989 furono iniziate delle radicali opere di ristrutturazione allo scopo di rendere le strutture conformi alle norme di sicurezza vigenti.

Stendhal nel 1817, durante una sua visita al Teatro San Carlo, scrisse: « Non c’è nulla, in tutta Europa, che non dico si avvicini a questo teatro, ma ne dia la più pallida idea. Questa sala, ricostruita in trecento giorni, è un colpo di Stato. Essa garantisce al re, meglio della legge più perfetta, il favore popolare… Chi volesse farsi lapidare, non avrebbe che da trovarvi un difetto. Appena parlate di Ferdinando, vi dicono: ha ricostruito il San Carlo! »

In questo luogo furono presentate 19 opere in prima esecuzione di Gaetano Donizetti, tra cui la famosissima Lucia di Lamermoor (il  (26 settembre 1835), Bianca e Gernando di Vincenzo Bellini, Luisa Miller di Verdi, La donna del lago, Maometto II e Zelmira, tutte e 3 di Rossini e tantissime altre.

Questo teatro blasonato, vide direttori come Gaetano Donizetti, Gioacchino Rossini, mentre nel suo palcoscenico tra i cantanti andati in scena dobbiamo ricordare Maria Callas, Renata Tebaldi, Raina Kabaivanska,  Beniamino Gigli,  Luciano Pavarotti, Placido Domingo, Josè Carreras, Enrico Caruso ecc. Il Teatro di San Carlo oggi è un prestigioso monumento di rilevanza mondiale e di indiscutibile valore storico-artistico.

Al secondo posto il Teatro Bolscioi di Mosca, al terzo l’Opéra Garnier di Parigi, al quarto Semperoper di Dresda e al quinto posto La Scala di Milano.