Dolce e Gabbana in Sicilia, il danno e la beffa

Una realtà brutale – dichiara Paolo Battaglia La Terra Borgese – se è vero che il miliardario Domenico Dolce, a capo di un’Azienda che fattura 1,29 miliardi di euro nel 2017–2018, ha preso o prenderà 600 mila euro dalla Regione Siciliana, cioè prenderà i soldi dei suoi conterranei siciliani e dei suoi 3300 diretti compaesani di Polizzi Generosa; che per fortuna di Domenico Dolce vengono definiti Polizzani e non Generosi.

Ironia della sorte – prosegue Paolo Battaglia La Terra Borgese – il film finanziato racconta l’amore di Dolce e di Gabbana per la Sicilia!

Uomini così ricchi come Dolce e Gabbana – continua il Critico d’Arte – porterebbero veramente amore, lustro e guadagni al popolo siciliano mettendo 600 mila euro di tasca propria. Oltretutto questi soldi finanziano inconfutabilmente iniziative atte a promuovere in ogni caso il marchio e i brands di Domenico Dolce e Stefano Gabbana. Non si tratta dunque di due filantropi, ma di due imprenditori che, specializzati in oggetti di lusso, parlano un linguaggio sfarzoso e inaccessibile alla stragrande maggioranza dei siciliani.

Per il bene della società tutta, auspico – conclude Paolo Battaglia La Terra Borgese – che mai possano ripetersi simili atti politici destinati inevitabilmente a privare le maestranze locali. Aggiungo che l’azione delle imprese sul mercato viene definita dagli esperti marketing industriale, tutto il resto è opinione.

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