Diario della crisi. Ecco i quattro scenari su cui deciderà Mattarella

Diario della crisi. Ecco i quattro scenari su cui deciderà Mattarella

Che cosa succederà al governo? Ecco i quattro scenari più probabili.

1 – La Lega ritira la sfiducia, il governo Conte va avanti

Al momento è uno scenario improbabile, perché prevede che la Lega torni indietro rispetto alla decisione politica che ha innescato tutto: la sfiducia al governo Conte. Ma non si può più escludere nemmeno questa mossa. Salvini ha detto in Senato che voterà il taglio dei parlamentari caro al M5S per andare poi al voto. L’approvazione della riforma comporta dei tempi tecnici (non è possibile, come dice Salvini, votarla e poi sciogliere e le Camere) ma si potrebbe comunque tornare alle urne nella primavera 2020

2 – Il governo Conte cade, nuovo esecutivo tecnico-istituzionale

Conte cade, il Colle affida la gestione della riforma costituzionale a un nuovo esecutivo, magari di taglio più tecnico-istituzionale, che vari il taglio dei parlamentari, la legge di bilancio e accompagni il Paese al voto con una nuova legge elettorale. Problema enorme: su quale maggioranza può poggiare un esecutivo del genere? Realisticamente, solo su un nuovo improbabile asse M5S-Lega. Difficile coinvolgere altre forze per dare un taglio più “tecnico”.

3 – Conte cade, nuovo governo M5s-Pd

La sfiducia della Lega a Conte fa decadere la possibilità di votare alla Camera il taglio dei parlamentari. La parola passa al Colle, che dopo le consultazioni potrebbe provare a ripartire dalla maggioranza che ieri al Senato ha votato insieme sull’agenda dei lavori parlamentari: Pd, Leu, M5S. La trattativa non si è mai interrotta e punterebbe a un patto di legislatura. Ma i fatti di ieri certo non aiutano la già non facile chiusura di una intesa.

4- Conte sfiduciato, si va al voto fra il 27 ottobre e il 3 novembre

Sfiduciato Conte, saltato il taglio dei parlamentari, il Quirinale chiude le consultazioni senza trovare nessuna nuova possibile maggioranza, né per un governo di scopo a tempo né per un esecutivo politico che provi ad arrivare alla fine della legislatura. Diventa inevitabile il ritorno alle urne che, a meno di complicazioni nella fase delle consultazioni, dovrebbero cadere nella seconda metà di ottobre, appena in tempo per permettere al nuovo governo di affrontare la legge di bilancio.

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