di B. S. Aliberti Borromeo

I deserti dell’anima, ultimo dipinto di Roberto Mendicino, rappresentano la grande maturità artistica dell’autore. Tra surrealismo e metafisica, immerso nella vastità del creato, la figura centrale, piccola cosa a raffronto del paesaggio, vuole sottolineare la pochezza dell’uomo davanti al creato, un misticismo del senza speranza dove la coscienza dell’assurdità umana si pone tra reale e immaginario, comunicabile e incomunicabile, presente e futuro . Un’analisi determinante è dimostrata dai colori blu, arancio, bianco che mettono maggiormente a rilievo le inquietudini di un mondo circostante dove l’uomo solo deve affrontare le problematiche attraverso la quotidianità. Una raffigurazione del meraviglioso, della enormità circostante e la presa a coscienza di una società fredda, apatica che provocano deserti interiori fino ai limiti dell’essere.

Di B. S. Aliberti Borromeo

Specialista in storia delle religioni e filosofia teoretica, insegna a Jena, Messina, Roma e Budapest.