Decreto dignità, a rischio un milione e mezzo di precari

Prima le persone impiegate in staff leasing -assunte cioè atempo indeterminato dalle agenzie per il lavoro e inviate in missione nelle aziende – poi i somministrati. E, naturalmente, tutti i dipendenti inorganico a qualunque titolo con un contratto a termine. La flessibilità faticosamente entrata nel mercato del lavoro italiano con le riforme, dalla Biagi fino al Jobs Act, sembra destinata a finire in soffitta. Il nuovo corso politico, con Di Maio al Ministero del Lavoro, l’ha riclassificata tutta come «cattiva occupazione». Da contrastare con ogni mezzo possibile. Ma cosa si rischia sul mercato? E, soprattutto, chi rischia di essere espulso dal combinato disposto fatto da reintroduzione delle causali obbligatorie, riduzione da 36 a 24 mesi massimi di durata dei rapporti a termine e taglio delle proroghe da 5 a 4?

Innanzitutto bisogna capire se gli occupati in staff leasing possano considerarsi davvero «salvi». E da soli arrivano a circa40mila persone. Secondo le prime versioni del Decreto Dignità erano destinati a sparire. Ora sembrerebbe che il pericolo sia rientrato.Ma non si sa.

I somministrati nel complesso, sono invece molti di più, circa mezzo milione dall’inizio dell’anno, secondo l’osservatorio Inps, delle quali 70mila sono le persone confermate nelle aziende dopo la prima missione. E su queste ultime rischia di scaricarsi la tensione innescata dal ritorno della causale obbligatoria, reintrodotta dal Decreto Dignità. Preoccupati di dover confezionare una causale a prova di ricorso in tribunale, gli imprenditori preferiscono chiudere quei contratti alla prima scadenza raggiungibile. Addirittura ad agosto, visto che il Decreto riguarderà anche i rapporti già in essere.

Ma la contabilità dei dipendenti a termine che rischiano la non riconferma è ben più vasta. A fare il calcolo di quanti contratti a termine siano in gioco è Datagiovani che ha realizzato un’indagine sul tema pubblicata dal Sole 24Ore. Già ad agosto scadranno 892mila rapporti a tempo determinato e quasi uno su due riguarda gli under 35. Allungando lo sguardo a dicembre fra dipendenti a termine e somministrati sono un milione e mezzo coloro che rischiano

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