De Luca: “Non sarò sospeso”. Caldoro: “Se vince si torna a votare”

De Luca: “Non sarò sospeso”. Caldoro: “Se vince si torna a votare”

Caldoro-De LucaUltimi giorni di campagna elettorale. De Luca, in un’intervista a Repubblica, rilancia: “La sentenza della Cassazione, nella sostanza, non cambia nulla. Vincenzo De Luca per la legge Severino è candidabile ed eleggibile”. Maria Elena Boschi parla dalla Terrazza dei cannoni di Castel dell’Ovo ammirando il Vesuvio, Capri, Posillipo. Al suo fianco il candidato del centrosinistra alla guida della Campania per le regionali di domenica, Vincenzo De Luca, che per tutta la giornata ha ripetuto nei vari incontri elettorali: “La Severino non si applica a chi, come nel mio caso, è eletto per la prima volta. In questi giorni sono al centro di una campagna politica e mediatica di cui non ha goduto neanche Totò Riina”. Più cauto il ministro per le riforme, ma le sue frasi rivelano comunque la strategia del governo nel caso di vittoria di De Luca. “La sentenza della Cassazione — chiarisce la Boschi — dice semplicemente che è il giudice ordinario e non quello amministrativo a dover decidere i ricorsi, ma non cambia l’applicazione della leg ge Severino secondo la quale De Luca può essere eletto. Lo hanno scelto i cittadini con le primarie e i campani lo sceglieranno anche come presidente della Regione”.

Caldoro,  sul Corriere della Sera, attacca l’ex sindaco di Salerno: «Sa quale è la cosa peggiore di questa campagna elettorale? Che non si è quasi potuto parlare di temi, delle questioni da affrontare e risolvere. Solo di De Luca. Dei suoi impresentabili, dell’ingovernabilità che provocherebbe – ha detto il governatore (ricandidato) della Campania Stefano Caldoro -. Siamo di fronte a una candidatura contro legge. A un uomo disposto a tutto pur di far prevalere le ambizioni e gli interessi personali, anche a danno dei cittadini di questa regione. De Luca pretende l’impunità in nome della sua appartenenza alla casta, al potere. E questo è devastante per tutti. (…) De Luca è stato condannato per un delitto contro la pubblica amministrazione (abuso d’ufficio, ndr), che prevede la sospensione indipendentemente dal momento in cui si viene eletti e si assume la carica. Non avrebbe nessuna possibilità di formare la giunta e nominare il vice che lo sostituirebbe».

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