De Luca contro la barbarie e l’inciviltà, e non è Maurizio Crozza!

Di Massimo Calise

I fatti sono ormai noti. I consiglieri del Movimento cinque stelle hanno tentato di bloccare i lavori del Consiglio Regionale del 16-11-2015. Chiedevano che il Presidente De Luca riferisse in aula sulle ultime vicende giudiziarie che lo riguardano. In tal modo hanno ostacolato una adeguata commemorazione dei gravissimi attentati di Parigi e la discussione della legge “Riordino del Servizio idrico integrato ed istituzione dell’Ente idrico Campano”. Al Movimento cinque stelle si rimprovera, nella sostanza, il mancato rispetto delle Istituzioni e di ostacolare i lavori del Consiglio.

Il rispetto e la funzionalità delle Istituzioni è cosa serissima e non credo sia solo nelle mani

del M5S il cui comportamento, nell’occasione, è certamente da biasimare. Infatti nella citata seduta del Consiglio, in un clima di estrema confusione, è stata approvata l’importante legge sull’acqua. Ciò è avvenuto senza una adeguata discussione, senza alcun confronto; l’assemblea si è limitata ad una avvilente funzione notarile. La Presidente, Rosa D’Amelio, avrebbe dovuto essere la prima garante delle funzioni e del prestigio del Consiglio; così non è stato. Ormai numerosi segnali rivelano quanto gli organismi assembleari siano ritenuti un “chiacchierificio” che intralcia “chi decide” e “in consiglio non ha tempo da perdere”. Risulta così offuscata l’immagine dell’Assemblea privata di una delle sue funzioni principali: discutere realmente le proposte di legge per migliorarle valutando le modifiche richieste per poi decidere a maggioranza. Un Consiglio gestito in tal modo provoca un senso di impotenza in alcuni suoi membri di minoranza spingendoli ad atteggiamenti impropri e contribuendo ulteriormente all’appannamento della sua immagine.

Il Presidente De Luca, nel consueto appuntamento settimanale con Radio Kiss Kiss Napoli, commentando quanto accaduto, ha bollato di squadrismo i grillini e ha attribuito loro atteggiamenti ispirati «alla barbarie e all’inciviltà».

Perché la civiltà in Campania, direbbe un bravo comico, l’ha portata lui!

Ma anche la Presidenza della Regione è un’Istituzione da rispettare ed il primo a doverlo fare è il Presidente in carica. De Luca, investito da un mandato popolare, subordina tutto ai suoi obiettivi: regole, leggi, istituzioni. Attacca, con linguaggio arrogante e irridente, tutti coloro che osano criticarlo: i giornalisti sono sfessati, i colleghi di partito imbecilli, le opposizioni chiacchierone. Rispetto all’alternativa “governo delle leggi o governo degli uomini” egli ha una terza via: il suo governo. C’è da essere preoccupati per il futuro prossimo e non solo. Mi chiedo quali nuove leve di amministratori e di politici si formeranno nella cerchia di De Luca.

Penso che i cittadini avvertano quanto la democrazia sia in una crisi di cui non vediamo lo sbocco. Nel frattempo, almeno, sarebbero auspicabili linguaggi e comportamenti più responsabili. Per questo Maurizio Crozza, quando evidenzia magistralmente le particolarità di De Luca, mi strappa appena un sorriso amaro. E non è colpa del bravo comico

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