de luca vincenzo

“Il Pd? E’ l’unico vero partito rimasto in piedi. Ovviamente ci sono problemi da affrontare e da risolvere. Il primo è il permanere di una dimensione di correntismo e di balcanizzazione correntizia che in alcune realtà d’Italia è davvero insopportabile, si perde il senso della responsabilità politica e rimangono solo giochi di corrente e sottocorrente. C’è dunque un lavoro molto duro e molto lungo da fare se si vuole avere un partito che non perda il senso umano della politica sia per le cose da fare sia per la vita interna. Non credo, però, che ci sia un rischio scissione”. Così il sindaco di Salerno e candidato alle primarie del Pd Vincenzo De Luca a Radio Club 91 durante la trasmissione “I Radioattivi” condotta da Ettore Petraroli e Rosario Verde.

Sulle primarie, De Luca non ha dubbi: “Sono assolutamente necessarie, vanno regolate e va controllato che tutto si svolga in maniera corretta ma sono uno strumento che è riuscito a dare la parola ai cittadini e a sottrarre le scelte di gruppi dirigenti e di candidati ai notabili che si chiudono in una stanza e fanno accordi tra di loro. Renzi? Lui non è un notabile, si trova a fare il segretario del partito e il presidente del Consiglio proprio grazie alle primarie altrimenti non lo avrebbe mai fatto. Non fare le primarie sarebbe un drammatico errore. Penso sia stato un parto travagliatissimo ma è impossibile non farle, non c’è nessuna ragione per evitare questo passaggio”.

Quanto alla vicenda della sospensione-lampo, De Luca dice:  “La sospensione è stata solo una perdita di tempo, certo non sono cose che fanno piacere. Il mio abuso d’ufficio, è bene chiarirlo, consiste nell’aver utilizzato otto anni fa, in un decreto di commissario per un impianto a Salerno, l’espressione project manager anziché l’espressione coordinatore del gruppo di lavoro. L’accusa sosteneva che questa espressione non figura nella legge italiana. A me pare una cosa sconcertante, non c’è una sola persona in Italia in grado di accettare una decisione simile. Cose del genere non accadono in un Paese serio, qui ormai nessuno si assume le responsabilità, c’è una diffusissima paura della firma, un clima di terrore e nessuno decide nulla. Altro che sblocca-Italia, qui non sblocchiamo neppure i nostri sospiri”. E allora, sottolinea De Luca, “bisogna reagire, avere una chiara demarcazione tra diritto amministrativo e diritto penale e ripristinare l’uguaglianza del diritto per tutti: non è possibile che non valga per un ministro o per un parlamentare quello che vale per un sindaco e soprattutto occorre avere rispetto per il diritto individuale di essere considerati innocenti fino al terzo grado. Buttiamo fuori dalle istituzioni ladri e tangentisti ma tuteliamo fino in fondo le persone perbene. Questo è il messaggio chiaro che dobbiamo dare agli italiani”.

Sul rapporto tra Napoli e Salerno, infine, sottolinea: “Sono due città con dimensioni profondamente diverse. La sfida di governo di Napoli da una parte fa tremare i polsi, dall’altra è affascinante. Credo che sia, insieme con Roma, l’esperienza di governo più dura, impegnativa ma anche gratificante”.