Dal neolitico al cibernetico, scopriamo il museo del tempo a Matera

Dal neolitico al cibernetico, scopriamo il museo del tempo a Matera

Fossili di varie epoche geologiche, impresse o imprigionate nel tufo, la riproduzione di parte dello scheletro di  grandi cetacei come la balena «Giuliana» ritrovata nel 2006 sulle rive della diga di San Giuliano: sono alcune
delle attrazioni del viaggio nel tempo che a Matera Capitale europea della Cultura 2019 è possibile fare nel
Museo di Paleontologia e geologia del territorio «Racconti in Pietra».

Il Museo, allestito da privati in un ambiente ipogeo del Sasso Caveoso – anche con l’apporto di nuove  tecnologie  a servizio dei beni culturali come pavimenti plastici interattivi e 3D, plastici, audioguide e fossili veri – racconta una fetta di storia del territorio materano e murgiano,  fino alle impronte dei dinosauri e del ritrovamento dell’uomo di Altamura.
Di particolare effetto sono le riproduzioni di dinosauri in scala e delle loro uova schiuse, realizzate in  cartapesta dall’artista Andrea Sansone, che colpiscono in particolare la fantasia dei bambini. Ultimo brivido, prima di lasciare  il Museo, è la consegna delle audioguide che vengono restituite collocandole in una sfera circolare, inserita nelle fauci del grande rettile per raggiungere il banco di distribuzione del punto visita.
Il materiale, allestito con rigore scientifico, consente di conoscere a fondo la storia e la trasformazione di un territorio passato dal Neolitico al Cibernetico.

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