SCRIPTA MANENT / Dal movimento per il Sud al federalismo perduto

scripta manentFrasi e parole sul Mezzogiorno: i temi di una settimana su giornali e riviste

DIAMO VITA AL MOVIMENTO DI RINASCITA MERIDIONALE
(Occorre ) dare vita a un Movimento (non a un partito o almeno non ancora) che riunisca le diverse anime del meridionalismo vecchio e nuovo per tornare a dar voce a un Mezzogiorno che, consapevole delle sue colpe e responsabilità, vuole recuperare ruolo e forza contrattuale all’interno di un paese che da troppo tempo lo ignora…
In attesa di novità si è individuato un nome: Movimento di Rinascita Meridionale (in sigla, Mrm)
Alfonso Ruffo, Il Sole 24 ore, 19 ottobre 2014.

LE OCCASIONI PERDUTE DEL FEDERALISMO ALL’ITALIANA
(Cosa pensa de) gli esiti della Riforma del Titolo V?
… Si interviene sulle Regioni ordinarie e non su quelle speciali. Eppure questa sarebbe stata la grande opportunità per abolire la “specialità” della Sicilia, che in questi anni ha favorito solo spreco e assistenzialismo: un’esperienza fallimentare, fuori da ogni logica di buon senso…

… dunque il Paese ha smesso di credere nell’esperienza-Regioni?
Credo che sia necessario recuperare allo Stato un vero ruolo di coordinamento. Attenzione: non parlo di centralismo, che non è affatto un bene. Ecco, in questi anni lo Stato non ha assolto con sufficienza al compito di coordinamento con i territori e non ha commissariato alcune enti che invece andavano commissariati»….

In futuro dei territori è nelle macroaree?
Così dovrebbe essere: è quanto ci chiede l’Europa, è quanto ci chiedono i nuovi sistemi economici. Invece noi siamo bloccati entro i confini del 1948, che inevitabilmente non tengono conto dell’evoluzione che c’è stata in più di 50 anni e che oggi la competizione si gioca proprio tra i sistemi territoriali…
Luca Antonini intervistato dal Mattino, 19 ottobre 2014.

IL TRENO CHE (NON) ARRIVA A MATERA
“… Matera ha ricevuto il prestigioso titolo di capitale europea della cultura 2019 (ma è) unico capoluogo di provincia d’Italia a non essere collegato alla rete ferroviaria nazionale; così come la Basilicata, più estesa del Friuli Venezia Giulia o delle Marche, è l’unica regione d’Italia insieme al ben più piccolo Molise a non avere un aeroporto. A Matera, inoltre, non arriva neppure l’autostrada e il casello più vicino è a Gioia del Colle, sulla A14, mentre la rete di strade e superstrade soffre di problemi di manutenzione. Il treno, per la verità, a Matera c’è. Da novantanove anni. È un trenino a scartamento ridotto costruito nel 1915 dalla Società italiana per le Strade Ferrate del Mediterraneo e oggi gestito dalle Ferrovie Appulo Lucane…. i binari che arrivano nella città lucana distano tra loro appena 95 centimetri contro i 143,5 centimetri dello scartamento standard internazionale: i 95 centimetri sono la stessa distanza usata dagli italiani quando hanno costruito strade ferrate nelle ex colonie africane – Libia, Somalia ed Eritrea – per le quali quindi si è usato il pari trattamento rispetto alle «colonie italiane» – cioè Puglia, Basilicata e Calabria”…
Marco Esposito, Il Mattino, 19 ottobre 2014

A cura di Angela Scognamiglio

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