Il laboratorio di lettura interpretata

di Raffaele Tovino

Mettere insieme “a luna & o sole” in combinato disposto. Lo ha fatto l’associazione culturale del maestro Giosi Cinciotti. Vuol dire mettere assieme il giorno e la notte, l’aprico e l’opaco, l’apollineo e il dionisiaco. Solo a Napoli può accadere? No, certo. “Ma a Napoli è più facile che accada…”. E se lo dice Liliana Mastropaolo, palermitana doc, poliedrica e dinamica operatrice culturale da anni trapiantata nel capoluogo campano (anzi, meglio: nel centro antico di Parthenope), c’è da crederle. Nata sotto il segno dei Gemelli, nella voce l’eco residua dell’influsso siculo-normanno, trae la formidabile energia dall’atmosfera che si respira tra le strade ricolme di umanità, dove non esiste soluzione di continuità tra l’arte e la bellezza cristallizzata nelle chiese e nei musei e l’artigianato di pregio assoluto, il gusto della gastronomia di qualità, la musica che si inscena tra le strade come in un palcoscenico a cielo aperto. E le voci della città, che si sollevano dai decumani come dalle corde di un’arpa antica, come da un pianino malcerto e mesto. 

Qui ancora si può incontrare tra i vicoli un Pulcinella che dispensa il sale, che propone i cornini, che ripete una litania apotropaica. Di più. Ancora più frequente è raccogliere la voce dei cantori metropolitani, che alzano al sole e alla luna i versi stampati nella memoria di tutti, fin dal primo latte.C’è tutto questo e anche di più nel sostrato della città trimillenaria, intatta oltre Ninive e Babilonia, una Pompei mai sepolta secondo la famosa definizione di Curzio Malaparte. Tante voci tra le memorie del sottosuolo a cui si può accede da più antri, sotterranee o sotterrate che siano. La città di sotto, dove si avvertono vibrazioni umorali e il suono della storia “di dentro” passa per la pelle. Ma la città di sopra, brulicante di respiri e odori sguardi e risate di ragazzi raggruppati agli incroci o in fila scolastica…

Città delle voci, insomma, ieri come oggi. “Ed è questa la materia che trattiamo – spiega Liliana – con il corso organizzata da “’A Luna & ‘O Sole” in partnership con l’AEFT, Associazione Europea Formatori Teatrali”. Con l’adesione dell’Accademia Mandolinistica Napoletana. 

In foto Liliana Mastropaolo con Adolfo Tronco

Di che parliamo? Di un laboratorio di lettura interpretata. Perché lo strumento più diffuso da sempre e ovunque è la voce. “Ci consente di esprimere emozioni, pensieri, intenzioni – dice ancora Mastropaolo, che cura le relazioni esterne e la promozione del progetto – ma è anche il mezzo per raggiungere emotivamente chi ascolta. Creando in tal modo un collante che, allo stesso tempo, unisce e ci spinge nella dimensione passionale di un viaggio condiviso. L’atto del narrare e dell’ascoltare è un vero e proprio atto creativo e sociale”.

Il laboratorio è dedicato all’apprendimento di abilità e strumenti per la lettura ad alta voce e si svolge in spazi dediti anche al lavoro propedeutico di tipo fisico e gestuale. Si parte dall’uso del corpo e dalla scoperta del suo linguaggio silenzioso: il gesto, lo sguardo, il contatto, la mimica, la relazione con il sé e con l’altro. Si lavorerà sull’uso della voce: respirazione, appoggiatura, articolazione, ritmo, mordente, tono, colore… E ancora pause, tempo, dizione, tappeti sonori, rumori, modulazioni vocali al microfono: dalla voce piena ai sussurrati e i soffiati, i cambi dei personaggi anche fiabeschi per sperimentare al meglio le possibilità dell’impianto vocale. L’obiettivo finale? Gestire le emozioni, sviluppare la narrazione.

Il corso, condotto da Anita Pavone (operatrice culturale diplomata attore/doppiatore, mimo, nonché drammaturga e performer teatrale) si articola in incontri settimanali di due ore ciascuno. A fine corso è prevista una serata di letture pubbliche ove i partecipanti sono accompagnati dai maestri della Accademia mandolinistica napoletana. E’ prevista anche una esperienza di registrazione di testi scelti presso gli studi di Radio Shamal.

Per informazioni: 3403782113

Email: lilianamastropaolo.job@gmail.com