Il crollo degli avvocati tra stipendi, pensioni e accesso alla professione

esami avvocato concorsi

di Claudio Panarella

« Dal Governo chiedono agli Avvocati di consentire, attraverso un aiuto secondario e di cooperare per la risoluzione dei problemi della giustizia », ma non affrontano direttamente il   drastico problema del crollo dell’Avvocatura. Non c’e’ traccia di un impegno concreto e reale per risolvere  il dilemma della classe forense nella sua veste sociale, non comprendendo che noi Avvocati affrontiamo una crisi epocale. I neo Avvocati – Per il Ministero  della Giustizia la loro posizione rispetto alle generazioni precedenti è stata aiutata ( ! ) perché hanno  una maggiore dimestichezza con le tecnologie informatiche,  quindi, hanno migliore penetrazione nel sistema giustizia con il processo informatico. Ma il Governo dimentica di dire che quello del processo informatico è il mezzo per dialogare con il Tribunale non il modo per trovare clienti!!!

La domanda ed il connesso problema che il Governo ed il Ministero sembrano non voler comprendere né tanto meno volervi dare una risposta è quello relativo al dove i giovani Avvocati ( ma anche i meno giovani) trovano più un cliente pagante, e per questa ragione i neo Professionisti purtroppo per sopravvivere corrono al ribasso fino a svolgere gratuitamente l’attività pur di attivarsi e farsi conoscere.   L’ argomento previdenziale – « Il Governo pone l’accento sul problema dei giovani ed i grandi studi legali ; “ … dobbiamo anche cominciare a tener conto del fatto che una parte dell’avvocatura è sostanzialmente in una condizione di lavoro parasubordinato, soprattutto chi lavora nei grandi studi… “  Ma di quali grandi Studi Legali stanno discutendo se gli stessi Studi nel Mezzogiorno d’Italia stanno chiudendo…

Non è questo il modo di dare una mano alla soluzione complessiva dei problemi dei giovani e della previdenza che per loro oggi è una incomprensibile tassa ma domani sarà la loro “pensione“ negata .  L’ ammissione alla professione Forense – « il Governo parla di un’ interlocuzione con il Ministero dell’Istruzione. Ma nessuno incontra i giovani in età della maturità nella scuola superiore e spiega loro l’inutilità  di laurearsi al giorno d’oggi  in giurisprudenza con la speranza di accedere alla professione Legale ormai  satura e scoppiata oltre che sostanzialmente terminata .  Il Governo non dà ai giovani il modo di  individuare percorsi che consentano di individuare prima della laurea una strada lavorativa, ma continuano in assenza di sbocchi di impiego a  far sì che l’avvocatura sia l’unica strada di quel percorso formativo ».  Parlano ancora in modo caotico  di regolamenti di disciplina delle modalità di svolgimento della pratica forense  e per l’accesso alla professione . Proferiscono  paroloni nei decreti ( se non ho capito male) dei parametri per la liquidazione dei compensi e sulle modalità di elezione dei componenti dei Consigli degli Ordini Circondariali Forensi ma nel contempo bloccano le elezioni Forensi.  Discutono sui regolamenti relativi il conseguimento ed il  mantenimento del titolo di avvocato specialista, elaborano  forme di adozione dei regolamenti che riguardano: tipi di pubblicità del codice deontologico; forme di pubblicità per l’avvio dell’esame di Stato per l’abilitazione all’esercizio della professione; modalità di accertamento dell’effettivo esercizio della professione… Non vanno avanti ma indietro e l’asse della bilancia si “ squilibra” pericolosamente 

“L’ esame dei fascicoli pendenti dice il Ministero che al  giugno 2014 era intorno a 4milioni 898 mila, e sono felici perché per la prima volta dal 2009 si scende sotto 5 milioni”.  Ma non affrontano il problema con gli Avvocati   aiutandoli con quello che potrebbe essere il decreto “salvavvocati” ovvero  il livello del carico di lavoro dei Tribunali potrebbe scendere notevolmente se nominassero come Giudici Onorari il 50 % degli avvocati di tutti gli ordini – purché di provata esperienza –  riconoscendogli il 50% dello stipendio dei Magistrati di Carriera per svolgere l’esimio compito di accelerare le cause e fare sentenze. Con tutta probabilità – per non dire certezza – vi sarebbe una corsa senza precedenti a ricoprire siffatti incarichi così  risolvendo la situazione critica sopra descritta ormai ben nota, e fornendo sicuramente in termini di “costo/beneficio/tempo” la risposta di Giustizia ai cittadini ed alle imprese che insistentemente chiedono una maggiore efficienza e celerità  dei processi al contempo rendendo  un doppio servizio non solo rivolto a questi ultimi, ma del quale beneficerebbero anche gli Avvocati.

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