Cottarelli mette a dieta lo Stato: tagli per 32 miliardi in tre anni

Spending review, 32 mld in tre anni per ridurre tasse e debito

L’obiettivo è quello di tagliare la spesa pubblica di 2 punti percentuali rispetto al 2013 nell’arco del triennio 2014-2016. Vale a dire risparmiare 32 miliardi di euro complessivi e destinarli per “la maggior parte alla riduzione imposte, come indicato più volte, ma anche al finanziamento di investimenti produttivi e alla riduzione del debito pubblico”, ha detto il ministro dell’Economia Fabrizio Saccomanni nel corso della conferenza stampa al termine del Comitato interministeriale sulla spending review. “L’attività di revisione delle spesa – ha aggiunto il ministro – è un elemento cardine della politica economica del governo e la finalità della spending review non è realizzare tagli di spesa per una manovra di finanza, ma per creare un meccanismo che coinvolga il processo di controllo della spesa con l’obiettivo di migliorare la qualità dei servizi pubblici”.

Un obiettivo definito da Saccomanni stesso come “ambizioso” suddiviso su un triennio e che si articola su un meccanismo di coordinamento basato su un comitato politico che dà l’indirizzo, sull’attività del commissario straordinario ma soprattutto “su una ragnatela di contatti con i centri di spesa a livello centrale e periferico”. Il Commissario straordinario per la spending review, Carlo Cottarelli, ha aggiunto che i primi risultati si vedranno già a fine febbraio “con delle proposte anche se qualcosa potrebbe arrivare prima”. “Faremo due fasi di ricognizione – ha spiegato -: una con inizio a dicembre e conclusione a febbraio per individuare le cose che si possono fare in tempi più rapidi. Una seconda fase inizierà nella tarda primavera con inizio tra la fine di maggio e il termine a metà o a fine luglio”.

Cottarelli si è poi soffermato sul metodo di lavoro che “coinvolge l’intera pubblica amministrazione. Terremo un rapporto molto stretto con chi si è già occupato di spesa come la Ragioneria generale dello Stato. Ci saranno una ventina di gruppi di lavoro per centro di spesa, ma che tratteranno anche temi orizzontali. Lavoreremo in stretto contatto con le parti sociali per creare consenso sulle misure. Ogni gruppo di lavoro avrà un chiaro mandato” e “ci occuperemo sia di efficientamento sia di riconsiderazione del perimetro della spesa pubblica”.

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