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di Laura Bercioux
Non si spengono i riflettori sulla Campania dei Veleni. Nonostante gli annunci e gli impegni, i roghi continuano. E ora, le associazioni impegnate in prima linea, alzano la voce. Luigi Costanzo fa parte dei Medici per l’Ambiente. E, nell’intervista, non nasconde le sue preoccupazioni.
La Campania continua a bruciare? Quali sono gli effetti sulla salute?
“Ebbene sì, la Terra dei Fuochi continua a bruciare! Tutto è come prima, anzi peggio. Nella nostra terra si continua a sversare e a bruciare di tutto, alla faccia della legge ad hoc, dell’esercito e delle promesse dei tanti politici e ministri che in questi anni hanno fatto passerella nei nostri territori. E’ cambiata però la strategia dei criminali, si brucia prevalentemente di notte, in maniera rapida ed intensa, in modo da non dare tempo ai vigili del fuoco di individuare la zona del rogo e ad un cittadino di segnalarlo. Ecco perché i dati in possesso delle istituzioni, che si basano sui verbali redatti dalle forze dell’ordine, denotano una diminuzione dei roghi. Ma questi dati non sono reali e sono enormemente sottostimati. Anche dal punto di vista sanitario le posso dire che la situazione non è delle migliori. Da tempo, negli studi dei medici di base, sentinelle ed antenne epidemiologiche credibili del territorio, vengono segnalati aumenti anomali di patologie tumorali, (soprattutto di tumori aggressivi che stanno colpendo soggetti giovani), di malformazioni, di allergie, di aborti, di infertilità.  Tra i miei assistiti (ne ho 1500) ho 4 giovani donne di età inferirore ai 45 anni con un cancro alla mammella, che escono pertanto fuori dagli screenning (mammografia) previsti dai 45 anni in su.. A proposito: che fine hanno fatto gli screening promessi per la popolazione della terra dei fuochi?”.
Non ci sono agevolazioni per coloro che necessitano di uno screening
“Quello che sta cambiando è anche la qualità dell’assistenza. Il diritto alla salute sta diventando un privilegio per i pochi che se lo possono permettere o di chi ha santi in paradiso. Prenotazioni lunghissime, ammalati che non riescono più a trovare spazio e accoglienza nelle strutture pubbliche sanitarie, vedendo protrarsi i tempi di ricovero per malattie gravissime, persone sballottate da un reparto all’altro senza avere chiaro il percorso diagnostico e terapeutico. I malati aumentano, i posti negli ospedali e le risorse sono poche, di questo passo, per i “poveri” sarà sempre più difficile curarsi”.
Ma quali sono i numeri? Possibile che per la Terra dei Fuochi non si riesca ad avere l’esatta dimensione del problema?
“Da tempo segnaliamo “evidenze”, nei nostri studi di medicina generale, di un aumento anomalo di patologie tumorali, di malformazioni, di allergie, di aborti, di infertilità. Cose che ripetiamo da tempo in attesa dei dati ufficiali e completi per il Registro Tumori, che ha i suoi costi e i suoi tempi (alcuni anni). I medici di famiglia, invece, sono in grado di avere questi dati subito e a costo zero: basta estrarre dai nostri database  tutte le notizie possibili che possono riguardare le patologie neoplastiche, respiratorie, allergiche, tiroidee, ecc.  Siamo in grado di dare risposte anche a coloro che hanno dichiarato di di voler approfondire gli studi individuando dei cluster specifici nelle zone della terra dei fuochi avvalendosi delle particelle censuali. Ebbene anche questo lo possiamo fare subito…anzi lo abbiamo già fatto: basta vedere il progetto EPICA a Casoria, NEOMATER a Frattamaggiore! Dei nostri pazienti possiamo sapere sesso, età, la data di insorgenza del cancro, chi è in remissione, chi in trattamento, chi in follow up. il loro stile di vita, patologie concomitanti, le medicine che assumono, il luogo dove abitano e, quindi, “georeferenziare” la malattia conoscendo le loro abitazioni. Dati preoziosissimi anche per gli scienziati più rigorosi e scettici sul nostro ruolo. Tutte queste informazioni potrebbero confluire in un centro di elaborazione epidemiologico “istituzionale” che potrebbe utilizzarli per pianificare le risorse e gli interventi riguardanti la prevenzione e la politica sanitaria. Il tutto a costo zero”.
Perchè non si fa?
“Evidentemente il costo zero fa paura a chi specula e “campa” sui problemi della nostra terra e sulla salute della gente. Forse è una strada troppo semplice..perciò non praticabile”.

Eppure dal ministero arrivano segnali rassicuranti sui tassi di mortalità. A chi dobbiamo credere?

“Ritornando al tasso di mortalità aumentato nella terra dei fuochi, continuano a dire che l’incidenza (i nuovi casi) non è aumentata e che essa è un dato diverso dalla mortalità. E che se quest’ultima, a parità di nuovi casi, è in aumento è perchè fumiamo di più, siamo obesi e poveri,ci curano male e tardi e soprattutto non facciamo gli screening. Allora bisognerebbe chiedere: se oggi abbiamo quasi azzerato la differenza del tasso di incidenza tumorale con le altre regioni. allineandoci alle loro percentuali e avendo una percentuale di adesione bassissima agli screening, cosa accadrebbe se la percentuale di chi fa le indagini preventive aumentasse? Se facciamo più screening, troveremo sicuramente più tumori. Per quanto riguarda il famoso nesso fra ambiente e patologie, sbaglio ad affermare che il mancato controllo del territorio con il suo avvelenamento ha esposto ed espone tutti noi ad un rischio maggiore di ammalarci? E’ sbagliato ammettere che la sola PRESENZA di sostanze ritenute cancerogene nelle nostre TERRE già basterebbe per far adottare misure sanitarie straordinarie?E’ vero, i nostri, saranno anche “numeri” non scientifici, che non dimostrano nulla, ma al di là dei dati è importante che i cosiddetti “scienziati”, titolari dei “dati ufficiali” ottenuti con rigore scientifico, avessero l’umiltà di confrontarsi con le tantissime “evidenze” che stanno emergendo negli studi dei medici di famiglia nell’unico interesse di tutelare la salute dei cittadini”.