COSI’ LA CAMPANIA E’ DIVENTATA LOCOMOTORE DELLO SVILUPPO DEL SUD – L’analisi di Marco Fortis

Oltre ogni più ottimistica aspettativa. La Campania cresce nei principali fattori, anzitutto nel Pil che nel 2016, aumentato del 3,2 per cento rispetto al 2015, risulta un valore più del doppio a confronto del pil degli Stati Uniti (più 1,5 per cento). E quasi il doppio di quello dell’Eurozona (più 1,8 per cento).Nel biennio 2015-2016 siamo al 4,9 per cento. Ecco i primi dati che propone l’analisi di Mario Fortis sull’economia più “resiliente” del Mezzogiorno. L’economista che è direttore della Fondazione Edison e docente di Economia industriale e commercio estero alla Cattolica, parla anche di reddito procapite (cresciuto più di quello tedesco), di export e di turismo, considerati altri fronti su cui le performance della Campania sono molto positive.

Riassumiamo gli altri dati principali esposti nella sua disamina (Il Foglio, 10 gennaio 2018, pag 3):

  • Pil pro capite campano: nel 2016 è stato del 3,4 per cento rispetto al 2015: tre volte di più della media italiana e di quella del Mezzogiorno (in entrambi i casi più 1,1 per cento) ma oltre tre volte di più anche della crescita per abitante della Germania e degli Stati Uniti (più 1 per cento e più 0,8 per cento, rispettivamente).
  • La Campania in questo caso ha perfino fatto meglio della Spagna (cresciuta del 3,2 per cento), che pure è la superstar tanto ammirata dell’Eurozona (che a sua volta si è fermata a un più 1,4 per cento medio).
  • L’exploit dell’economia campana nel 2016 è stato determinato da un vero e proprio boom del valore aggiunto dell’industria in senso stretto (più 7 per cento rispetto al 2015) e da un forte incremento, nell’ambito dei servizi, anche del valore aggiunto dell’aggregato del commercio, trasporti, turismo e comunicazioni (più 4,7 per cento).
  • L’industria la Campania ha surclassato l’Eurozona (più 2 per cento) e la stessa Germania (più 1,9 per cento), nonché ha doppiato la lanciatissima Spagna (più 3,6 per cento).
  • Nel commercio, trasporti, turismo e comunicazioni la Campania è cresciuta per valore aggiunto oltre due volte l’Eurozona (più 1,9 per cento) e ha fatto molto meglio, nuovamente, anche della Spagna (più 3,8 per cento).

“Naturalmente – commenta Fortis – questi progressi della economia della Campania vanno inquadrati correttamente, soprattutto alla luce della forte recessione che aveva colpito la regione negli anni precedenti. Ma fa riflettere il fatto che la Campania abbia fatto registrare nel 2016 una accelerazione così forte rispetto ad un Mezzogiorno che, pur anch’esso in ripresa, è apparso nel complesso molto più lento…”

Ma ci sono ancora altri numeri che meritano attenzione:

  • OCCUPAZIONE

tra il terzo trimestre 2016 e il terzo trimestre 2017 gli occupati nel Mezzogiorno sono cresciuti di 108mila e 600 unità, quasi 1/3 dei quali per merito della sola Campania (più 34mila e 800).

  • EXPORT

nel periodo gennaio-settembre del 2017 le esportazioni della Campania sono risultate in crescita del 2,1 per cento rispetto ai primi nove mesi del 2016 e del 5,3 per cento rispetto ai primi nove mesi del 2015, evidenziando una progressione costante.

  • TURISMO

La Campania è anche la regione del Mezzogiorno che presenta il più alto numero di pernottamenti negli alberghi e nelle altre tipologie di esercizi ricettivi (19,9 milioni di notti nel 2016). Tra il 2014 e il 2016 vi è stato un incremento di circa 1,8 milioni di pernottamenti (pari a più del 10 per cento).

 

“Siamo consapevoli – conclude l’economista – che non sono indizi sufficienti per poter affermare che la Campania è entrata in una nuova età dell’oro. Ma sicuramente segnalano che essa ha imboccato la via della ripresa economica a ritmi assai più sostenuti rispetto alle altre regioni del Mezzogiorno, facendo leva su tutti i comparti della propria economia reale e sfruttando al meglio anche gli incentivi messi a disposizione dalle politiche economiche”.

Vai a TOP