Consigli per il cittadino, conviene o no chiedere l’anticipo TFR per il pignoramento?

Un eventuale pignoramento presso terzi si estende anche all’anticipo di TFR richiesto eventualmente al datore di lavoro. E’ diritto dei creditori, infatti, rivalersi su qualsiasi somma venga elargita dal datore di lavoro (da intendersi come debitore nei confronti del pignorato), sia che si tratti di stipendi, di indennità, di salari, di bonus o appunto, come in questo caso, di TFR.Tuttavia, il pignoramento dell’anticipo del TFR segue una normativa particolare.

E’ necessario per prima cosa che il creditore sia in possesso di una sentenza o di un decreto ingiuntivo che di fatto lo autorizzino al pignoramento presso terzi. Solo in questo modo sarà “autorizzato” a vantare diritti presso il vostro datore di lavoro. Questo ultimo, una volta ricevuta notifica di tale documento, sarà obbligato per legge a fornire al creditore tutti i dettagli sul vostro rapporto economico di lavoro e a vincolare un quinto della cifra che deve essere corrisposta nei vostri confronti direttamente al vostro creditore. Di riflesso, il pignorato riceverà solo quattro quinti dello stipendio/ salario/bonus che avrebbe dovuto ricevere.

Il caso del Tfr è leggermente diverso, dal momento che la cifra accumulata di fatto viene accantonata e verrà elargita solo ed esclusivamente a fine rapporto lavorativo, sia esso conseguenza di dimissioni o di licenziamento. La cifra corrisposta come Trattamento di Fine Rapporto, o buonuscita, di fatto è costituita da un accantonamento pari al 6.91% della retribuzione annuale, rivalutata in base a valori ISTAT, che non viene corrisposta per mese al lavoratore, ma viene messa da parte in attesa della cessazione del rapporto di lavoro.

In altre parole, fino a quando la cifra è “bloccata”, al creditore non può essere corrisposto il 20% della stessa, in quanto non è effettivamente disponibile.

La situazione cambia nei casi in cui il soggetto richieda un anticipo di TFR al proprio datore di lavoro. In questo caso il datore di lavoro dovrà per prima cosa darne comunicazione al creditore, in secondo luogo applicare anche a questa somma la decurtazione e, in conclusione, il quinto dell’anticipo TFR andrà nelle mani del creditore. E’ bene tenere a mente questo se si sta valutando se chiedere o meno l’anticipo!

E’ lecito a questo punto chiedersi se, in caso di pignoramento presso terzi, sia o meno il caso di richiedere l’anticipo TFR. Sicuramente richiedere la cifra in questo particolare momento provoca una diminuzione della cifra che entrerà nelle tasche del pignorato, ma di contro permette di ottenere una immediata liquidità che in situazioni debitorie diventa utile, se non indispensabile.

L’unica alternativa in molti casi è infatti un prestito, che in quanto tale farà comunque maturare degli interessi. Per tale ragione, calcolatrice alla mano, in molti casi ci si renderà conto che la cessione del quinto anche dell’anticipo TFR è comunque conveniente rispetto ad eventuali ulteriori prestiti con relativi interessi.

Qualora si sia deciso di chiedere un anticipo TFR, bisogna ricordate che esso non potrà superare il 70% dell’importo totale dello stesso e potrà essere corrisposto solo al verificarsi di determinati requisiti.

Sociologo e Consulente di Web Marketing digitale, vanta esperienza quinquiennale come Publishier e Web writer con all'attivo collaborazioni online con testate online locali e nazionali [ View all posts ]

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