Con Casalino è come vincere al grande fratello

Sono ricominciati gli show televisivi del Premier Giuseppe Conte celebrativi ed autoreferenziali. Con Rocco Casalino, partecipante alla prima edizione e eliminato alla penultima puntata, è come tentare di vincere al Grande Fratello. Portavoce del Premier ed una sorta di ‘spin doctor’, un esperto di comunicazione che lavora col compito di elaborare mediante precise strategie, un’ immagine politica del Premier adeguata da sottoporre attraverso i media all’opinione pubblica, al fine di ottenere un consenso elettorale o più in generale per fare ottenere consensi riguardo al suo mandato politico.
Pertanto sembra di stare in un reality show, in cui chi partecipa, sa di entrare in una collettività falsata, dove si deve estremizzare e fare spettacolo secondo una forma di prostituzione della verità.
Il concorrente “vip” che varca la soglia del Grande Fratello, è pronto a vivere un’avventura a termine che durerà un numero definito di mesi, che per il governo dura fino a quando riesce a stare in piedi e a non cadere.
Una sfida con se stessi, senza contatto con il mondo esterno, per aggiudicarsi il montepremi finale, che per il governo è mensile.
Il Grande Fratello, una macchina quasi perfetta per fare audience sfruttando gli istinti ancestrali primordiali dei protagonisti e di conseguenza dei telespettatori.
Un esperimento psicologico di manipolazione non priva di effetti collaterali.
In cui la notorietà, l’attrazione sul telespettatore, da parte chi partecipa, non ha nulla a che vedere con il talento, la bravura, la preparazione.
Anzi per chi ha veramente dei numeri, partecipare ad un reality, raramente diventa un trampolino di lancio, anzi rischia di essere un grosso freno e di far perdere di vista la crescita personale per emergere davvero, al suo termine. Questione che per chi partecipa al governo è irrilevante.
Tra l’altro si pensa spesso che chi va in televisione diventa ben presto ricco ed entra a far parte di una specie di mondo parallelo dove tutto è permesso, come pare stia diventando anche per il governo.
L’illusione di diventare velocemente vip senza arte né parte, ha soppiantato la concretezza e il buon senso di studiare, impegnarsi, formarsi per seguire le proprie inclinazioni professionali e di fare la cosiddetta gavetta, senza scorciatoie.
In Italia diventare famosi vuol dire non sapere assolutamente e non preoccuparsi di sapere chi si è, cosa si sa fare o non fare, e sopratutto dove si sta andando, cosa che purtroppo, ahimè, potrebbe valere anche a livello governativo.
Per cui un saggio consiglio da dare ai protagonisti sarebbe: studia, preparati, allenati, sii pronto a lottare ma sopratutto non perdere la dignità dietro un compenso allettante, di qualunque tipo e che non meriti perché non hai la giusta competenza.
Ma oggi quanto mai vi sono persone disposte a tutto….per le quali la dignità non ha neanche più un valore e che per diventare famosi e sistemarsi, scendono a compromessi di qualsiasi genere.
C’è da dire che le persone che si agitano all’interno del Grande Fratello attestano un’idea falsa e pericolosa di libertà. Questa infatti non dovrebbe significare ‘poter fare quel che si vuole’.
Però, pensiamoci, il Grande Fratello è un programma che comunque ha un seguito in termini di audience. Ma che una trasmissione abbia successo non vuol dire che sia buona e costruttiva, un po’, si può dire, come i monologhi televisivi frequenti del Premier, che al di là dell’audience, grande o modesta che sia, paiono solo fine a se stessi.
Il Grande Fratello risulta corrosivo, perché rientra in quei ‘divertimenti stupidi’ con i quali De Tocqueville nel suo ‘Trattato sulla democrazia in America’ ipotizzava che i governi futuri avrebbero imbonito e reso inoffensive le masse.
E tutto questo pare far presa anche sull’attuale governo e le confessioni modello Grande Fratello hanno il semplice scopo di tenere banco, primeggiare solo per loquacità dei protagonisti, ammaliare il telespettatore e carpirne la sua fiducia, per poter durare il più a lungo possibile.

Vito Piepoli

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