IL COMMENTO. Il ritorno di Berlusconi, l’anomalia italiana e il Fattore B

Alessandro Corti

Rieccolo, Berlusconi. Pronto a dare le carte e a scompigliare i giochi non solo nella campagna elettorale ma anche dopo, nel futuro governo. Con la convinzione che la coalizione di centrodestra possa battere Pd e Cinquestelle e tornare trionfante a varcare il portone di Palazzo Chigi. Naturalmente, prima di ogni cosa, bisognerà verificare i risultati reali e non quelli ancora tutti virtuali dei sondaggi. Al di là dei numeri, ci sono almeno due cose che ancora non tornano nella “gioiosa” macchina del centrodestra. In primo luogo, chi sarà il futuro Presidente del Consiglio? Berlusconi, per la verità, un nome in testa ce l’ha da sempre: il suo. E lo ha ribadito anche ieri, con un tono quasi di sfida. Sulla strada di Palazzo Chigi, però continua ad esserci quella condanna definitiva che lo estromette dalle cariche pubbliche. UN verdetto che potrebbe essere ribaltato solo se la Corte di Strasburgo accogliesse il suo ricorso. Una decisione che sicuramente non arriverà prima del 4 marzo e, in ogni caso, sarebbe fuori tempo massimo rispetto ad una sua candidatura a Palazzo Chigi.

Ma le anomalie in casa Berlusconi non finiscono certo qui. Perché l’ex Cavaliere, sia pure non candidabile, si comporta  di fatto come il vero e proprio premier in pectore del futuro governo di centrodestra. Tanto che ieri ha addirittura snocciolato la lista dei suoi possibili ministri. Una lista che ha fatto saltare sulla sedia il suo principale alleato, la Lega di Matteo Salvini, relegato al ruolo di ministro dell’Interno. Immediata la replica del diretto interessato, che non ha mai nascosto le sue ambizioni sul futuro di Palazzo Chigi.

Il problema, però, non è solo di nomi o di poltrone. Ancora una volta l’Italia si trova a fare i conti con la variabile Berlusconi, il vero collante della colazione di centrodestra,  con tutti gli svantaggi legati alla sua situazione giudiziaria e tutti i vantaggi della sua innegabile leadership mediatica e politica. Un candidato incandidabile, si dirà. Ma solo l’ennesima contraddizione delle tante che hanno segnato la “carriera” politica di Berlusconi, a cominciare ovviamente dalla famosa stagione del “conflitto di interessi”. Un problema  che, di fatto, continua a pesare come un macigno sulla situazione politica italiana e che proietta la sua ombra anche sull’esito delle prossime elezioni, complicandone ancora di più il quadro. Se non altro perché, all’interno del Centrodestra, il duello con Salvini è destinato sicuramente a continuare nelle prossime settimane mentre i contorni del futuro candidato premier del centrodestra (e, in ogni caso, anche del futuro Presidente del Consiglio) continueranno ad essere fortemente condizionati dalla scomoda “silhouette” di Berlusconi.

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