Come uscire dal tunnel della pornografia

A sentire i mass media sembra che durante il lockdown dei mesi scorsi, la diffusione della pornografia nelle case degli italiani è aumentata esponenzialmente. Con tanti problemi che affliggono la nostra società a chi può interessare occuparsi del fenomeno. Esiste un libro che affronta la questione in tutti i suoi aspetti dal punto di vista medico, psichico e sociale. Il testo scritto dallo psicoterapeuta Peter Kleponis, direttore di una clinica di consulenza a Conshohocken negli Stati Uniti, «Uscire dal tunnel. Dalla dipendenza da pornografia all’integrità», pubblicato dalla casa editrice calabrese, D’Ettoris Editori di Crotone (2019).

La pornografia è una delle piaghe sociali meno conosciute. Un gran numero di persone ne diventa dipendente, compromettendo l’integrità delle relazioni coniugali, familiari ed anche lavorative. Gli effetti di una esposizione frequente e prolungata ai video pornografici sono nocivi per la salute fisica e mentale. Tuttavia da questa dipendenza se ne può uscire. Questo libro conferma ampiamente questa tesi. “Uscire dal tunnel”, intende aiutare chi desidera conoscere il problema, informando sulle caratteristiche delle immagini pornografiche, sul loro impatto sul sistema nervoso, sulla dipendenza emotiva e chimica che ne deriva. Inoltre il testo indica la strada su come uscire da questa dipendenza «per riacquisire la libertà, riacquistando la propria integrità attraverso l’auto-aiuto, la terapia e il sostegno dei gruppi d’incontro».

Il testo ben documentato è prefato dal cardinale Gualtiero Bassetti, presidente della Conferenza Episcopale Italiana.

«Questo libro – scrive il cardinale – è uno strumento utile per tutti coloro che si occupano di educazione, fornendo una copiosa quantità di informazioni a livello statistico, sociale, psicologico, sanitario e persino pastorale riguardo al fenomeno della pornografia[…]». Il cardinale ricorda il documento della CEI, “Educare alla vita buona del Vangelo”, dove si richiama ad una “emergenza educativa”, a cui bisogna provvedere a partire dalle famiglie, parrocchie, scuole, associazioni di ogni tipo, al fine di contrastare questa deriva diseducativa ormai presente da troppi anni. «A tale proposito – scrive Bassetti – il libro di Peter Kleponis è utile per farci riflettere su come la pornografia si insinua e invade la vita di ciascuno, di come essa può condizionare i nostri pensieri, le nostre azioni e le nostre relazioni».

Tuttavia per Bassetti questo libro non ha lo scopo di affrontare il tema dal punto di vista morale, ma è più importante considerarlo da quello sociale, sanitario e antropologico e pastorale. Bisogna esaminare soprattutto le conseguenze della pornografia. Leggendo questo libro si comprende come la pornografia «consente un costante bombardamento contro il sacramento che unisce l’uomo e la donna, cercando di distruggere la presenza e la benedizione di Dio nella famiglia».

Oltre al cardinale Bassetti, c’è un invito alla lettura di Stefano Parenti, che nel testo individua, finalmente, scrive, c’è qualcuno che osa proporre un percorso efficace per liberarsi dalla dipendenza della pornografia. In realtà lo studioso americano, pratica una vera e propria psicoterapia cattolica.

Infatti nell’introduzione, l’autore spiega perché è utile un libro sulla pornografia rivolto ai cattolici, ai credenti. «La pornodipendenza è un’epidemia in America ed in Europa. Milioni di uomini, donne e giovani ne sono affetti. La pornografia sta distruggendo la vita di singole persone, matrimoni, famiglie e carriere e, cosa più importante, sta rovinando la relazione delle persone con Dio. Nessuno è immune da questa epidemia. Sfortunatamente però solo pochi individui ne stanno parlando».

Kleponis si rende conto che la maggior parte della gente non comprende la pericolosità della deriva pornografica sulla nostra cultura.

Il professore Kleponis, invece, sostiene, che la pornografia gioca un ruolo significativo nel 56% dei divorzi. Su internet la fascia più numerosa degli utenti di pornografia, è quella degli adolescenti tra i dodici e i diciassette anni. Peraltro,molti lavoratori perdono il lavoro, perchè accedono a visioni pornografiche durante le ore di lavoro. Inoltre, «la maggior parte dei molestatori sessuali ha iniziato con la pornodipendenza».

Non solo, ma la pornodipendenza non è un fenomeno esclusivamente maschile, ma sta crescendo anche tra le donne. Il professore crede nella terapia per uscire dalla dipendenza e invita i credenti ad utilizzarla senza vergognarsi. La Chiesa potrà aiutarli, essendo fonte di amore e compassione.

Il testo del professore Kleponis si divide in due parti. La 1a (Capire il problema della pornografia); la 2a parte (Affrontare il problema della pornografia).

Nella prima parte del libro Kleponis illustra l’epidemia di pornografia e presenta i risultati più recenti relativi alla ricerca, facendo leva sulla sua attività professionale. Illustra la reale portata dell’epidemia, quali sono i soggetti che colpisce e quanto è diffusa. Il testo prende in esame gli effetti della pornografia sugli uomini, sulle donne, sui matrimoni, sui bambini, sugli adolescenti e anche sul clero. Infine il dottor Kleponis presenta l’insegnamento della Chiesa sulla pornografia.

Nella seconda parte del libro descrive come aiutare coloro che stanno lottando con la pornodipendenza e come proteggere le famiglie da questo flagello. In particolare presenta il programma riabilitativo:“L’integrità inizia ora!”.

Nei capitoli seguenti il professore indica percorsi di guarigione per singoli persone, per coppie e per il clero. Inoltre in questi percorsi, Kleponis dimostra come la Chiesa possa essere di sostegno al percorso riabilitativo. In questo contesto il professore americano incoraggia ad adottare come modello di sana sessualità, guardando a “la Teologia del Corpo”, e al testo “Amore e responsabilità”, del grande san Giovanni Paolo II.

Infine nel libro vengono offerte «strategie pratiche per proteggere le famiglie dalla pornografia, corredate con un ampio elenco di risorse per singoli, coppie e famiglie».

Nel testo si raccontano storie di persone reali, uomini e donne, che hanno lottato e hanno sofferto a causa della pornografia, intraprendendo un percorso di guarigione ritrovando la libertà. E’ il caso di Tom e Janet, una coppia, sposati da vent’anni, con quattro figli. Il professore presenta la loro storia nel 1° capitolo. E’ fondamentale per il professore cominciare a parlarne, non è un segreto per nessuno che viviamo in una cultura pornificata, dove abbondano le immagini sessualizzate. Li troviamo nei film, nella televisione, nella pubblicità, nelle riviste, nei cataloghi, nei videogiochi, nella musica pop, nella letteratura, nei social media e su internet. Il perchè è semplice: il sesso vende. «Il mondo della pubblicità lo capì decenni fa. L’attenzione degli uomini è immediatamente catturata dalle immagini sessualizzate. Quando un prodotto è sessualizzato, riceve la loro attenzione. E’ sufficiente guardare gli spot televisivi durante una partita di calcio per vedere quanto il sesso sia usato dalla pubblicità». Tuttavia ancora oggi, in molti non riescono a comprendere quanto la pornografia porti alla dipendenza e quante vite stia mandando in rovina.

Il termine chiave per definire la pornografia è “usare”. Nella Teologia del Corpo e in Amore e responsabilità Papa Giovanni Paolo II, scrisse che il contrario di amare non è odiare, ma usare. Dio non ha creato i suoi figli affinché si usassero tra loro.

In tutti i casi in cui si presentano immagini nude o persone, possiamo definire come pornografia che porta le persone a “usare” gli altri. «Quando un uomo guarda pornografia, non sta pensando che la donna che sta guardando sia una persona con pensieri e sentimenti, non sta pensando che sia la figlia di qualcuno e neanche a quali possono essere le terribili circostanze che possono averla portata a lavorare nel mondo della pornografia». Sostanzialmente sta solo pensando che è lì per il suo piacere e che quindi per essere usata, sta solo pensando egoisticamente a se stesso.

La pornografia causa dipendenza e i suoi effetti sul cervello sono simili a quelli della droga e dell’alcol.

Kleponis considerando la pornografia ormai accessibile soprattutto in internet, individua cinque principi che portano alla dipendenza: “le cinque ‘A’”: 1 Abbordabile, 2 Accessibile, 3 Anonima, 4 Accettata, 5 Aggressiva.

I danni causati dalla pornografia sono evidenti nel matrimonio e nella famiglia, «per la moglie scoprire che il marito consuma pornografia può essere molto traumatico, perché per anni ha pensato di conoscere il proprio uomo, e ora scopre che lui ha una vita segreta». I mass media hanno modificato la mentalità delle persone. Se prima il consumo di pornografia era considerato una vergogna e da nascondere al pubblico, ora è resa, soprattutto tra i giovani, assolutamente ammissibile.

La pornografia ormai è diventata un grande business, «i pornografi – per Kleponis – sanno che il loro prodotto conduce alla dipendenza e il loro obiettivo è quello di portare alla dipendenza il maggior numero possibile di persone […]». Inoltre questi produttori di pornografia per giustificare il loro lavoro, «affermano che stanno semplicemente esercitando il loro diritto alla libertà di parola o che stanno facendo “arte”».

Sarebbe interessante documentare come il professore americano come ha descritto a partire dal 1940, come ogni dieci anni, un passo dopo l’altro i nostri valori culturali siano stati erosi e come hanno accettato la pornografia più sfrenata, fino ai nostri giorni. Comunque è utile ribadire che nella pornografia le vittime sono proprio le donne.

Kleponis è categorico sul tipo di donna che sceglie di lavorare nell’industria pornografica. «La risposta è: una donna profondamente ferita. Non conosco giovani donne sane che dicono di voler diventare pornostar. Non è raro che le donne della pornografia provengano da famiglie afflitte da abusi, dipendenza, rifiuto, abbandono e trascuratezza». Per Kleponis, «queste ragazze sono disperate e sono preda dei pornografi. In un primo momento accettano di fare pornografia per sopravvivere». Tra l’altro, secondo una ricerca, molte di queste ragazze, si è scoperto che la maggior parte di esse è morta prematuramente a causa dell’uso di droga, per suicidio, omicidio, abuso di alcol. Addirittura, «l’aspettativa di vita media di una pornostar è di soli 37, 43 anni» (Jennings, 2013).

Il professore chiarisce che sicuramente la pornografia non sarà mai messa fuori legge negli USA. «Per quanto possiamo aborrire la pornografia il sentiero che conduce alla vittoria non è evidentemente quello che passa dalle corti di giustizia. Piuttosto dobbiamo cambiare i nostri cuori e le nostre menti per denunciare la pornografia per la forza distruttiva che essa è». Si può fare qualcosa per quanto riguarda l’oltraggio al pudore, così come esistono leggi contro la pedopornografia, si possono emanare leggi anche per impedire la produzione di pornografia violenta, che degrada e abusa le donne.

I genitori e gli insegnanti devono educare gli adolescenti ai pericoli della pornografia e insegnare loro che è una dipendenza come la droga e l’alcol. Lo scopo del libro è aiutare la gente a scegliere una sana sessualità e di evitare la pornografia.

DOMENICO BONVEGNA

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