CHE SUD CHE FA / Quando il potere si fa smascherare. Le “gaffes” di Rosy Bindi e Matteo Renzi

A volte basta portare alle “estreme conseguenze” le argomentazioni dei politici per vederle cadere come un castello di carta. Basta, a volte, rovesciarle come un guanto per vedere se resistono alla prova del contrario. Ed è piacevole vedere che, sotto la maschera della reputazione, le parole di chi si giustificano si spappolano come i biscotti troppo intrisi.

Un esempio?

La Rosy Bindi viene a Napoli e da presidente della Commissione Antimafia afferma: “La camorra è un dato costitutivo di questa città e regione”.

Se la Bindi voleva dire che Napoli è una città che ha la camorra nel Dna, è una frase sballata, prima che infelice. Napoli vive da 26 secoli, mentre la malerba della camorra ha attecchito negli ultimi centocinquant’anni, per un millennio e mezzo ci sarà stata plebe e lazzari quanto si vuole. Camorra no.

Se la Bindi voleva dire – com’è più probabile – che la camorra ha infettato il Dna di Napoli, ciò vuol dire che la cultura del crimine ha contagiato tutte le classi e tutti i ceti di Napoli, inclusa la politica. Quindi non escluso il suo partito….

Se la camorra è un dato costitutivo, vuol dire che i comportamenti camorristici sono ormai adottati dalla città. Togli il revolver al potere, togli la legge della botta ‘n faccia ed avrai del potere un profilo non meno camorristico dei regolamenti di conti e delle faide della camorra. Anche la Bindi non scherza: non è stata proprio la Bindi a ritirare la patente di legittimità politica ad alcune candidature di De Luca, qualche mese fa, provando a spingerlo giù dalla bicicletta in corsa per la campagna elettorale?

Fermiamoci qui, dicendo che forse la Bindi ieri si è espressa male…

Ma Renzi non è da meno. Ha fatto la cazzata di volare a New York per vedere una finale di tennis invece di andare a Bari per la Fiera del Levante e come si giustifica? “Perché tante polemiche – dice – se fosse stata una finale di calcio nessuno avrebbe fiatato. Invece si trattava di tennis, per giunta femminile, uno sport ritenuto di serie b…”.

Tanto per cominciare consa c’entra lo sport in questione?

Allora perché non prendi l’aereo a vai dove devi andare anche quando c’è una imperdibile finale di basket, o pallavolo, o pallammano o pallacorda e biliardino?

Non è uno scherzo. Ci sono tanti sport in cui gli italiani eccellono. Se Renzi ha voluto sdoganare uno sport ritenuto minore, ora gli toccherebbe passare la metà del tempo che gli resta come presidente del Consiglio in giro per il mondo, ovunque c’è un po’ di tricolore da sfoderare. Ma poi, diciamola tutta: non sarebbe più idoneo per questa “partita” un semplice ministro dello Sport? Così che tu torni a studiare da statista?

Claudio D'Aquino, napoletano, giornalista e comunicatore di impresa [ View all posts ]

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