Caterina Genta romana, danzatrice e performer

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L’intervista

Sei capace di ispirare con il tuo corpo in movimento fotografi e videomaker. Qual’è il tuo rapporto con loro?

Quando lavoro con un fotografo si instaura indubbiamente una complicità. L’occhio della macchina fotografica o della telecamera nasconde una persona…è come se facessi una performance, uno spettacolo per un unico spettatore. Ho sempre chiara consapevolezza di ciò che si vede, diciamo che ho la capacità di stare dentro la performance e nello stesso tempo riesco a guardarmi dal di fuori. Quando sono in palcoscenico faccio un po’ la stessa cosa; e la mia danza è dedicata a ciascuna persona del pubblico. Così come quando recito o canto. Nel caso della fotografia o del video il punto di vista è molto più specifico e può scegliere un particolare. La visione è più ravvicinata. Il fotografo può percepire il mio respiro, cosa che non sempre avviene a teatro, dove la distanza è maggiore. Poi c’è, come dicevo prima, la speciale complicità che si instaura con un unico spettatore che, oltre tutto non è solo spettatore ma interagisce con il suo sguardo e la sua azione e la sua scelta: lo scatto, il punto di vista, la luce…è il fotografo o il videomaker che sceglie come vedermi, cosa cogliere della performance. Ma sono io che guido. Non mi metto in posa. Magari mi muovo lentissima per permettere al fotografo di cogliere il momento. Ma non ho bisogno di essere diretta; che mi si dica che posa assumere o cosa fare. Sono molto concentrata sul momento presente; il fotografo mi segue, viene trascinato in un tempo e spazio sospeso e quasi “danza” con me. Spesso mi hanno riferito che l’esperienza che fanno è di “danzare” con me.

 

Sei disponibile a posare anche per nudo artistico. Quali emozioni e/o sensazioni provi? 

Come dicevo per me è come se fosse una performance, una danza per una sola persona. La differenza tra danzare vestita o nuda davanti a un pubblico o davanti all’occhio di una fotocamera sta in una maggiore libertà…diciamo che tutte le sensazioni e le emozioni che provi sono amplificate…o meglio le sensazioni diventano ancora più raffinate. C’è una sensibilità maggiore, basta muoversi pochissimo, non c’è bisogno di fare grandi cose. Ogni piccolo movimento rende evidenti tendini, muscoli, ossa. Io uso il mio corpo come fosse materia di una scultura; una scultura in movimento. Nell’eros, che un corpo indubbiamente sprigiona, c’è un’energia spirituale che tocca il mistero e la bellezza della vita.

Hai ricevuto formazione come danzatrice e coreografa in Germania,alla Folkwangshule in cinque anni di studio accademico,vuoi raccontarci questa tua bella esperienza?  

 

Una bellissima e forte esperienza. Una scuola molto dura in cui entri dopo aver superato un’audizione insieme a ragazzi che vengono da tutto il mondo. Ogni anno si forma una nuova classe e ci sono solo venti posti. Poi ogni semestre un esame pratico dove possono bocciarti. Facevamo danza classica come materia principale, tutti i giorni, un programma accademico completo, e poi danze di carattere, danza contemporanea, laban notation, composizione e coreografia…più o meno otto ore al giorno di allenamento, tra lezioni e prove…ho avuto la fortuna di poter studiare con grandi maestri, i danzatori storici della compagnia di PIna Bausch, che mi hanno trasmesso, oltre alla tecnica, la qualità del movimento e la verità della presenza scenica. Una cosa molto profonda che ha a che fare con la vita; qualcosa che è difficile da spiegare a parole. Il corpo rivela qualcosa che va oltre la semplice fisicità. Come dicevo prima nell’eros, che un corpo sprigiona, c’è un’energia spirituale che tocca il mistero e la bellezza della vita.

 

Sei laureata in arti e scienze dello spettacolo e insegnante e pratictioner del metodo Feldenkrais. Puoi spiegarci meglio?

 

Ero iscritta all’Università prima di partire per la Germania e avevo fatto un po’ di esami. Il progetto era di continuare a dare gli esami pur frequentando la Folkwangshule. Con i ritmi di lavoro che avevamo la cosa si è rivelata impossibile. Così quando sono tornata in Italia, dieci anni dopo, ho ripreso l’Università. Pagato tutte le tasse arretrate con il mio regalo di nozze e mi sono laureata con una tesi sulla Folkwangshule, la mia esperienza di formazione artistica in Germania.

Dal 2011 al 2015 ho fatto un corso di formazione quadriennale, molto profondo e intenso, per diventare insegnante del metodo Feldenkrais. Si tratta di un metodo di apprendimento attraverso il movimento. Qualsiasi tipo di persona può, attraverso questo metodo, diventare consapevole del modo in cui interagisce col mondo e imparare nuovi modi, più funzionali per agire, muoversi, camminare, vivere. Nelle lezioni di Feldenkrais si fa esperienza del movimento a partire dall’apprendimento del neonato per arrivare a camminare e grazie a questa esperienza tutta la persona viene coinvolta e acquisisce la capacità di uscire dalle abitudini e dagli schemi per diventare più flessibile (non solo nel corpo) e creativa.

 

Un progetto da realizzare?

Tantissimi progetti. Parteciperò ad un festival di musica contemporana a Cagliari come vocalist performer in una nuova formazione, il Liquid Stone Trio. Un progetto che prevede l’utilizzo della percussione e della voce come materiale sonoro, rielaborato in tempo reale con live electronics e sintesi del suono.

E poi ho incaricato un autore di scrivere una canzone pop cucita su misura per me e che al contempo possa essere una hit. Può sembrare una contraddizione.

Scrivo canzoni ma sono “autoriali”; ho una band rock, ci chiamiamo Cat & the Calibans; facciamo pezzi originali. Sarebbe il caso di sfondare il muro della notorietà, del grande pubblico, per poter fare sempre meglio progetti artistici di ampio respiro.  Con la danza contemporanea e le performance ho un mio pubblico di nicchia. Ma i grandi progetti necessitano di risorse e risonanza.

Caterina e l’amore?

Amore…capisco il significato di Amore Incondizionato perchè sono madre…ho una figlia e so cosa vuol dire amare davvero. Ma mi sa che intendevi l’amore con un uomo: beh è un po’ più complicato! Sono separata e ho un compagno, compositore e videomaker, da dieci anni, del quale sono stata certamente musa ispiratrice e con il quale ho fatto meravigliosi progetti artistici.  Ultimamente la collaborazione artistica si è un po’ rallentata. Ho un’idea romantica dell’amore tra due persone. Credo che l’energia dell’amore possa creare grandi cose…persino cambiare il mondo! Ma bisogna credere in un progetto comune…ultimamente non condivido questo progetto con nessuno.

 

Attualmente sei impegnata per qualche spettacolo?

La produzione dell’estate scorsa, Tempesta con il Balletto di Sardegna, dovrebbe circuitare ancora per il 2017

Sexy romantica o sensuale?

Romantica e sensuale, senza dubbio!

Contatti social?

https://www.facebook.com/caterinagentaindipendentperformingartist?ref=hl

 

https://www.facebook.com/caterina.genta.9






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